Futuro incerto

La lunga giornata delle partecipate: dopo il corteo l’incontro con il sindaco ma su Amiu e Amt il futuro è un buco nero fotogallery video

Giornata senza tensioni ma che si conclude con un nulla di fatto. Delibera sul personale a parte, è il futuro delle aziende ad essere a rischio.

Genova. Il lungo corteo sotto il sole, il blocco della sopraelevata, tra slogan e fumogeni. Infine l’arrivo a Tursi in una via Garibaldi blindata come non mai, dove l’accesso filtrato a soli 80 lavoratori è stato consentito solo attraverso uno stretto percorso tra vicoli, transenne e uno schieramento ingentissimo di forze dell’ordine e polizia municipale.

Considerata inizialmente una manifestazione a forte rischio ordine pubblico, quella dei lavoratori delle società partecipate di Tursi che oggi hanno scioperato e protestato contro la delibera che va a toccare gli aumenti salariali previsti dalla contrattazione nazionale, non ha in realtà mai avuto momenti di tensione. I lavoratori rimasti fuori dal palazzo sono si sono via via decimati, stremati da caldo dopo oltre tre ore di corteo, e quelli che sono entrati sugli spalti di Tursi hanno atteso senza provocare interruzione lo svolgimento della prima parte del consiglio dedicato agli articoli 54.

Poi una quindicina di delegati sono stati ricevuti dai capigruppo e dal sindaco di Genova Marco Doria. Circa due ore di incontro “Oggi c’è stata una riapertura del dialogo e questo è un fatto positivo così come positivo è stato il fatto che il tutto si sia svolto senza incidenti e senza un’interruzione del consiglio” ha commentato il presidente del consiglio comunale Giorgio Guerello.

Nel video un momento della protesta:

Nel merito però le valutazioni sono diverse. Per il capogruppo del Pd Simone Farello tra sindacati e amministrazione sulla delibera c’è stato un “equivoco che può essere chiarito dal confronto che si è aperto oggi”, mentre per i sindacati ,come sintetizza Corrado Cavanna della funzione pubblica Cgil “non c’è stato alcun fraintendimento, si tratta di vedere se il sindaco è disposto a riaprire un negoziato per modificare la delibera in modo da mettere in sicurezza gli stipendi e i diritti contrattuali dei lavoratori”.

Sul resto il Pd dice che si assumerà due impegni: quello di votare la delibera per l’individuazione delle aree per gli impianti di separazione secco umido per Amiu e quello di recepire per Amt eventuali proposte per reperire fondi ulteriori da investire per esempio nel nuovo acquisto di bus per Amt, visto la situazione tragica del parco mezzi. “Di privatizzazione non si è parlato – spiega Farello – perché non era questo l’oggetto della discussione, ma si tratta in realtà di un discorso vecchio nel senso che il punto resta capire se, sia per Amt che per Amiu l’amministrazione ha le risorse necessarie per fare gli investimenti oppure no”.

Anche il sindaco Marco Doria, a margine dell’incontro ha ribadito che la priorità è sempre la stessa: “mette in sicurezza le aziende, e in alcuni casi potrà essere valutata la ricerca di partner che aiutino il Comune nel suo ruolo di azionista nel compiere e realizzare scelte strategiche per il futuro di queste aziende”. Come dire, quella della privatizzazione, resta una partita aperta, in un futuro incertissimo.

Per quanto riguarda Amiu, se l’azienda sta procedendo sulla messa in sicurezza della discarica, gli altri aspetti dell’accordo di programma firmato con il Comune e la vecchia giunta regionale sono ancora in alto mare, a cominciare appunto dall’individuazione delle aree per gli impianti che avrebbero dovuto essere definite entro il 30 giugno e i tempi per la riapertura della discarica sono incertissimi, mentre il costo per portare i rifiuti curi regione crescono giorno dopo giorno. Quanto questo inciderà sul bilancio di Amiu del prossimo anno è la preoccupazione più forte, insieme alle decisioni che prenderò la nuova giunta Toti a proposito del piano dei rifiuti e della ricerca dei finanziamenti per il biodigestore.

Su Amt, la situazione è altrettanto nera: la bocciatura da parte dell’autorità per la pubblica concorrenza della gara indetta dalla giunta Burlando sul bacino unico dei trasporti sancisce di fatto l’obbligo di arrivare (se la leggere lo permetterà, ma alternative non ne esistono) a una proroga degli attuali contratti di servizio. Ciò significa che per il 2016 Amt sarà ancora totalmente in capo al Comune di Genova, con la necessità di investire in mezzi che dalla Regione non sono mai arrivati. Qualche risparmio arriverà con l’applicazione del ‘fondino’ per gli esodi sempre che il nuovo assessore regionale Berrino non faccia scelte diverse rispetto all’utilizzo di quei fondi. “Si naviga a vista con provvedimenti tampone che investono solo il costo del personale – commenta Camillo Costanzo, segretario Filt Cgil – ma senza dare alcuna prospettiva strategica, senza nemmeno dire chiaramente se queste aziende si vogliono tenere, privatizzare o portare a gara”.

Così la lunga giornata si chiude con un sostanziale nulla di fatto che ha il sapore della pausa forzata in vista delle ferie estive. Chissà se il tempo porterà consiglio, e sopratutto denaro. Da domani intanto basta cortei per ora e stop agli assedi al consiglio comunale. E’ già tanto se in questo mese si riuscirà a fissare qualche incontro esplorativo con la nuova giunta regionale ma è chiaro a tutti che i nodi torneranno pesantemente al pettine a settembre. “Non mi sembra che ci sia un indirizzo strategico – dice Michele Monteforte Filt Cgil – su come tenere in piedi le aziende, è tutto rimandato a settembre. Non ci accontentammo certo di questo incontro perché vogliamo una prospettiva per quanto riguarda i servizi e i lavoratori di queste aziende”.