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Il ‘modello Concordia’ per Tirreno Power, Minervini: “Se i 4 enti escono con un provvedimento identico voglio un po’ vedere no?”

Ma l'iter amministrativo che ha portato il relitto a Genova è al vaglio della Procura di Genova che ha ricevuto le intercettazioni dai colleghi savonesi

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Genova. L’iter amministrativo utilizzato per Costa Concordia, dove i provvedimenti sostanzialmente identici adottati dagli enti coinvolti rispetto al progetto di smaltimento del relitto presentato dalla San Giorgio hanno convinto il governo ad assegnare a Genova la demolizione, usato come ‘modello’ da adottare per convincere la commissione Ippc che si doveva occupare del rilascio dell’Aia di Tirreno Power.

E’ l’idea che passa per la testa (e che verrà poi messa in pratica) alla dirigente della Regione Liguria Gabriella Minervini. In base alle intercettazioni trascritte dai carabinieri del Noe di Genova che costituiscono il fulcro dell’indagine sulla centrale a carbone di Vado ligure il 17 settembre 2014 Minervini chiama Burlando e gli legge la lettera che ha preparato per il ministro dell’Ambiente per chiedere il rinvio della commissione Ippc (che si occupa del rilascio dell’Aia per Tirreno power) prevista l’indomani. Un rinvio di dieci giorni per “poter elaborare un parere condiviso a livello territoriale”.

Nella telefonata intercettata Minervini spiega in pratica che vorrebbe “fare un po’ come per Concordia, cioè prepariamo una delibera, andiamo in Giunta noi, i Comuni e la Provincia fa un provvedimento identico”.

“Se i quattro enti escono con un provvedimento identico voglio un po’ vedere no?” dice Minervini a un interlocutore del suo dipartimento. Peccato che secondo la procura il provvedimento sia concordato direttamente con l’azienda.

Peccato che gli stessi provvedimenti amministrativi adottati per portare la Costa concordia a Genova siano finiti nel mirino della Procura di Genova dopo che il procuratore capo di Savona Granero a fine marzo ha inviato al collega ‘genovese’ Michele Di Lecce le intercettazioni tra gli indagati (tra loro Minervini, Burlando e tutta la sua giunta) che ha suo avviso meritavano un approfondimento.

Le intercettazioni, stralciate e inviate a Genova, riguardano la realizzazione della Gronda, la questione di Scarpino, la centrale Enel e la Concordia appunto. L’ipotesi di reato in quest’ultimo caso potrebbe essere quella di abuso di ufficio: il filone di indagini seguito dalla procura genovese, nonostante al momento non ci siano persone inscritte nel registro degli indagati, è quella dell’abuso d’ufficio.