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Emergenza immigrazione, in Liguria ancora 630 posti: la Fiera di Genova utilizzata per screening fino a fine estate

Per l'avvocatura dello Stato "profili di incostituzionalità" nelle ordinanze dei sindaci. A Genova in due mesi evase oltre 200 domande di richiedenti asili. Solo il 22% è accolta

Genova. Sono 2059 gli immigrati in attesa di una valutazione della richiesta d’asilo che oggi sono ospitati nei centri di prima accoglienza della Liguria. Il 10 luglio il governo ha incrementato la ‘quota’ della nostra regione da 2390 a 2692 Quindi ad oggi ci sono ancora 366 posti disponibili.

Il dato è emerso a margine dell’incontro che si è svolto oggi pomeriggio tra le quattro prefetture liguri, i sindaci, l’Anci e i rappresentanti delle Questure. Oltre ai profughi gestiti in prima accoglienza altre 344 persone sono attualmente ospitate nell’ambito dei progetti Sprarr.

A Genova i profughi sono 849. “La Fiera di Genova – ha spiegato il prefetto Fiamma Spena – è destinata ad essere utilizzata per un primo screening personale da parte delle forze di polizia e per lo screening sanitario. Quando ci troviamo in difficoltà la usciamo anche come ricovero di emergenza, come è già accaduto ma si tratta comunque di un luogo dove i richiedenti asilo restano al massimo due tre giorni”. Indirettamente questo significa che il padiglione S della Fiera continuerà ad essere utilizzato, almeno fino alla fine di settembre quando è credibile che gli sbarchi diminuiranno.

Nel corso della riunione è stato affrontato anche il funzionamento della commissione territoriale per i richiedenti asilo che è stata istituita presso la Prefettura: “Dal 13 maggio ad oggi la commissione ha valutato 214 richieste – ha spiegato il Prefetto anzi 268 compresi quanti non si sono presentati e a cui abbiamo inviato una seconda notifica”. Delle domande presentate quelli che acquisiscono lo status di profugo sono il 22%. Sulla provincia di Genova domani verranno aperte le buste per l’individuazione di nuovi gestori di strutture di accoglienza: sono una quindicina i soggetti che si sono proposti.

Oltre all’ipotesi di un protocollo per uniformare a livello ligure i controlli sanitari eseguiti dalla Asl, come richiesto dall’Anci, l’incontro di oggi ha anche affrontato il tema delle ordinanze di alcuni sindaci del savonese per limitare con strumenti vari l’afflusso dei richiedenti asilo. Le prefetture hanno chiesto su questo un parere all’avvocatura dello Stato che avrebbe segnalato possibili profili di incostituzionalità. Il ministero comunque non può fare ricorso, ma lo possono fare i cittadini e le associazioni.

Infine, alla disponibilità data dall’assessore regionale all’immigrazione, il prefetto ha risposto che riferirà al ministero dell’Interno della disponibilità E’ chiaro comune che la scelta spetta al governo centrale. Il prefetto si è limitato a ricordare che i Centri di identificazione ed Espulsione, che in Italia erano inizialmente 13, oggi sono scesi a 5 (Roma, Bari, Torino, Caltanissetta e Trapani) “equamente distribuiti sulle aree del territorio”