Lettera al direttore

Depuratori dell’Entella e di Sestri Levante, Conti scrive a Toti

Stimatissimo Presidente,

mi permetto di sottoporre alla Sua cortese attenzione la vicenda riguardante la depurazione nei comprensori dell’ Entella (Lavagna, Cogorno e Ne) e di Sestri Levante-Val Petronio.

Sestri Levante e il suo entroterra, in base all’art. 74 del D.Lgs. n. 152/2006, risultano privi ormai da decenni di un adeguato impianto di depurazione e che gli attuali sistemi situati nella splendida cornice di Portobello (Baia del Silenzio) e Riva Trigoso sono assolutamente inadeguati e vetusti.

All’ inizio del 2013 su impulso dell’ allora giunta regionale (e del PD in particolare …) fu sottoscritto un protocollo di intesa con i comuni di Carasco, Sestri Levante, Casarza Ligure, Castiglione Chiavarese, Moneglia, Cogorno, Ne e Lavagna per la realizzazione di un depuratore comprensoriale da realizzarsi a Lavagna, alla foce del fiume Entella.

Occorre tenere presente che lo schema di protocollo d’intesa risulta giuridicamente inesistente in quanto sottoscritto solo in bozza, privo di data e da neppure tutti gli enti interessati come ad esempio la stessa Regione. Da sempre il Sindaco di Sestri Levante Valentina Ghio (PD) va ripetendo, come un disco rotto, che il depuratore comprensoriale è previsto in tutta una serie di piani e programmi già condivisi da lungo tempo anche se, ed è bene ribadirlo, non v’è traccia di tali piani e programmi che lo consentirebbero.

Anzi il vigente Piano Regionale di Tutela dell’Ambiente Marino e Costiero (PTAMC), deliberato all’unanimità dal Consiglio regionale con atto n. 18 del 25.9.2012 (tutto improntato alla filosofia del mantenere ed eventualmente del togliere ma giammai dell’aggiungere) qui vieta qualsiasi ulteriore artificializzazione strutturale della costa, prescrivendo, invece, all’occorrenza, il periodico dragaggio artificiale della spiaggia fino ad una profondità di sei metri sotto il livello del mare per un volume di almeno 300.000 metri cubi.

E’ noto che la candidata Presidente – ora Capogruppo PD in Consiglio Regionale – Raffaella Paita, con il sostegno di alcuni personaggi della Città Metropolitana, era fautrice della realizzazione di un megadepuratore comprensoriale collocato a Lavagna. Da parecchi mesi costoro si sono chiusi in un ambiguo e sinistro silenzio pre e post elettorale!

La popolazione di Lavagna, con le elezioni amministrative del maggio 2014, ha detto in maniera chiara e netta che:
1) non vogliono una nuova colmata alla foce dell’ Entella;
2) non vogliono raccogliere liquami della Val Petronio;
3) sono disponibili a realizzare un depuratore a servizio non solo di Lavagna ma anche di altri Comuni della vallata dell’ Entella. Proposta accolta favorevolmente anche dal Comune di Cogorno e dai suoi amministratori.

Questa è una posizione di buon senso e niente affatto campanilistica: è infatti del tutto ovvio che un depuratore sia di vallata perché costa meno così come sono minori i costi di collettamento dei liquami. Non a caso così avviene un po’ ovunque in Italia e anche all’ estero.

Si deve anche tener conto che il Dipartimento Ambiente della Regione Liguria e l’Unione Europea hanno espresso autorevoli preoccupazioni sulla realizzazione di una nuova colmata alla foce dell’ Entella così come esiste un serio e dimostrato pericolo che con la nuova colmata possa riprendere l’erosione degli arenili dei Cavi e di Sestri Levante.

Vi è infine il problema dei costi. IREN ha fornito una girandola di cifre sia sul costo di un depuratore collocato a Lavagna sia sul numero di abitanti serviti. IREN non dice però che i costi di un moderno impianto di depurazione a sistema MBR (membrane bio reactor) sono ormai certi e standardizzati: 200 euro circa per “abitante equivalente”. Quindi non è affatto vero che un unico impianto di depurazione debba costare meno di due impianti di vallata: ciò che fa la differenza sono i costi di acquisizione, quelli di sistemazione dell’area destinata ad accogliere l’impianto e i costi di collettamento dei liquami.

Sono questi tre fattori che devono essere valutati e chiariti. Così come si deve fare chiarezza sul costo del lungo collettore di collegamento tra le due vallate di Sestri Levante e dell’ Entella. Si tratta di un percorso lungo circa 10 km che, come dimostrato dalle recenti cronache, è soggetto a gravi problemi geologici (le frequenti frane) ed a sempre più forti e devastanti mareggiate. Inoltre Sestri levante e la val Petronio sarebbero totalmente dipendenti da un impianto posizionato in un’area lontana e idrogeologicamente estranea al loro comprensorio.

Tecnici IREN si sono lasciati sfuggire che il solo costo del collettore si aggirerebbe sui 18 milioni di euro, comprensivi delle stazioni di sollevamento dei liquami. Non dicono però che tale collettore comporta anche pericoli di dispersioni di liquami in mare a causa di possibili danni provocati da mareggiate oppure a causa di un guasto di una delle tante stazioni di sollevamento.

In conclusione, si è molto parlato di un nuovo depuratore comprensoriale a Lavagna ma non si sa dove collocarlo né quale comprensorio dovrà servire né quanti abitanti. Non esistono né progetti di massima né relazioni tecnico-descrittive. Di conseguenza vi è grande confusione sui costi.

Se questi punti non vengono chiariti, chiunque è autorizzato a supporre che i paladini di un depuratore unico fra le due vallate (Val Petronio ed Entella) o sono vittime di una sorta di dogma mentale o, peggio, sono spinti da una interessata malafede. Spero di aver l’ occasione di confrontarmi con Lei su questo argomento al fine di
trovare una soluzione di buon senso e concretamente realizzabile. Nell’ occasione Le porgo i miei più cordiali saluti.

Marco Conti
Consigliere Comunale