6 indagati

Centro storico, si appropriano di un appartamento del Comune modificando le carte catastali

Avevano ristrutturato e collegato al loro con una scala interna l'appartamento al piano di sopra

Genova. Hanno deciso di ampliare l’immobile di cui erano proprietari con l’appartamento al piano di sopra che, vuoto e bisognoso di ristrutturazione, hanno rimesso in ordine realizzando addirittura una scala interna di collegamento. Succede anche questo nel centro storico di Genova dove troppi immobili restano per anni vuoti perché inagibili soprattutto quelli di proprietà pubblica Così i due comproprietari di un appartamento nello stabile di Salita Santa Maria di Passione 3, vicino alla facoltà di Architettura, hanno deciso che potevano appropriarsi di quello al piano di sopra con tanto di terrazzo al piano.

E lo avrebbero fatto grazie a due geometri compiacenti e ad una funzionaria della banca dati del Catasto genovese. Per sfuggire alla necessità di dover dimostrare la proprietà con un atto notarile, infatti, secondo la tesi della Procura di Genova, avrebbero cambiato la carta catastale del loro appartamento aggiungendo il piano di sopra e, contemporaneamente, avrebbero fatto sparire la carta catastale del 1940 che certificava proprietà da parte del Comune di Genova.

La truffa risale al 2008 ma è stata scoperta solo l’anno scorso quando il Comune di Genova, che aveva concesso all’Università di installare sul terrazzino dell’appartamento alcuni condizionatori d’aria, ha saputo che i tecnici incaricati dall’Università non avevano potuto accedere al terrazzo che era stato chiuso da proprietari dell’appartamento di sotto. Ad essere indagati a vario titolo per occupazione abusiva di bene pubblico, truffa aggravata e falso sono in tutto sei persone: oltre ai due comproprietari originari anche una donna che ha acquisito la quota di proprietà di uno dei soci, due geometri e una funzionaria dell’agenzia del territorio.

Le indagini, condotte dalla polizia municipale, sono coordinate dal gruppo Pubblica amministrazione della Procura di Genova. L’immobile è stato posto sotto sequestro preventivo.

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