Dopo 6 anni di lavori

Case e uffici tra il chiostro del 1200 e gli affreschi restaurati: ecco il nuovo volto del monastero di Santi Giacomo e Filippo fotogallery

Gli affreschi visibili nel nuovo sportello per il pubblico di Iren. Operazione realizzata grazie a una partenership pubblico privata

Genova. Sei anni di lavori e una partnership pubblico privata che consente di chiudere uno dei buchi neri in centro città che ora i cittadini possono ammirare ogni volta che dovranno recarsi a pagare o a chiedere informazione sulla bolletta del gas. Si tratta dell’intervento nell’ex Monastero dei Santi Giacomo e Filippo che, oggi ospita 60 appartamenti, 135 box nel sotterraneo e una decina di uffici, tra cui lil nuovo sportello di Iren per il pubblico.

Lo spazio era abbandonato da secondo dopoguerra. L’opera di risanamento, con un investimento di circa 30 milioni di euro, è stata curata
dalla società San Bartolomeo, partecipata al 55% da Spim spa, società di gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare di proprietà
esclusiva del Comune di Genova. “Questo intervento, nel cuore della città, mostra come pubblico e privato – spiega l’assessore allo sviluppo economico del Comune di Genova, Emanuele Piazza – possano, insieme, restituire spazi al mondo dell’impresa, ai servizi, alla residenza, attraverso un intervento di qualità e ricavando anche utili che possano essere reinvestiti”. Il recupero dell’edificio ha permesso di riportare alla luce anche interessanti testimonianze architettoniche e archeologiche.

“Molti reperti – spiega Sara Armella, Presidente della San Bartolomeo – risalivano anche all’epoca anteriore alla realizzazione del convento, che è del 1200. Dal Punto di vista artistico, inoltre, siamo riusciti a salvare gli affreschi, che ora sono fruibili a tutti coloro che si recano negli uffici dell’Iren. Questo era un buco nero e non c’erano risorse pubbliche per risanarlo – conclude Armella – ma attraverso procedure assolutamente trasparenti siamo riusciti ad avere un risultato di grande pregio”.

Una strada di collaborazione tra pubblico e privato che potrà proseguire anche in altri contesti. “A Genova stiamo lavorando sulle ville storiche, da Villa Gruber a Villa Fortezza a Villa Rosazza – conclude Piazza – e questo intervento ci offre un esempio concreto di come si può intervenire. La nostra volontà di coinvolgere i privati che hanno voglia di investire sulla città è massima, ovviamente nel segno della trasparenza e della pubblica evidenza”.