Spese e polemiche

Campagna elettorale, polemica a 5 stelle tra rendiconti pubblicati e poi rimossi, finanziatori ‘misteriosi’ e spese per spazi tv

La replica di Salvatore: "Tutto regolare, pronti a fornire i dettagli ma i nomi dei finanziatori non finiranno i rete"

Genova. Un po’ meno di 22 mila euro di fondi raccolti e ‘uscite’ per circa 20 mila euro fra cui 9 mila euro per “l’acquisto o l’affitto di mezzi e materiali per la propaganda”, “3.168 euro di “spese per manifestazioni in luoghi pubblici”, 4.366 euro di “spese del personale utilizzato in campagna” e 3 mila euro per “acquisizione di spazi su radio e televisioni private”.

Il rendiconto è quello della campagna elettorale dei candidati del M5S alle elezioni regionali appena concluse. E’ stato pubblicato qualche giorno fa sul gruppo chiuso di Facebook da uno dei responsabili del comitato elettorale del movimento ed è diventato immediatamente fucina di pesanti polemiche, tanto che dopo alcuni giorni il post è stato rimosso, così come i commenti che, lungi da essere chiarificatori, hanno fatto saltare i nervi a più di un attivista.

L’elemento che più ha movimentato lo ‘sfogatoio’ in rete riguarda le spese per gli spazi tv anche perché in uno dei commenti poi cancellati un membro del comitato elettorale ha fatto riferimento a un misterioso donatore che avrebbe vincolato un finanziamento cospicuo all’acquisizione di spazi pubblicitari in tv (i soldi erano vincolati all’acquisto di spazi pubblicitari. In parole povere colui il quale ha versato sul nostro conto una cospicua cifra voleva che andassimo in TV. C’era una penale che diceva che in caso negativo, li rivoleva indietro” scrive Giovanni Frasca, presidente del comitato elettorale”)

Nonostante fossi candidato regionale non ero a conoscenza di aver acquistato spazi sulle radio e tv e tantomeno sulle spese del personale utilizzato. Non so gli altri consiglieri?” scrive Gianluigi Buscema, uno dei candidati. Stessa reazione da parte delle candidate Cristina Camissasso e Marika Cassimatis, ma sono molti a chiedere spiegazioni. Anche Fabio Tosi, uno dei consiglieri eletti dice: “Essendo stato candidato ed ora vostro portavoce, pretendo anch’io delle risposte perché all’oscuro di tutto. Sono sicuro,certo e ottimista che le risposte arriveranno”.

Andrea Melis, consigliere eletto in provincia di Savona, prova a smorzare la polemica: “Probabilmente – dice – si è peccato un po’ di fretta nello spirito di fornire subito informazioni circa le risorse raccolte e spese. L’obiettivo era proprio quello di essere trasparenti, a breve arriveranno i dettagli delle singole spese e le polemiche spariranno”. E se su facebook alcuni candidati lamentano di non aver mai saputo come venivano spesi i soldi della campagna lui dice: “Da un punto di vista tecnico non so come venissero gestiti, ma tutti abbiamo potuto beneficiare di volantini e partecipare agli eventi”.

Alice Salvatore per tentare di placare gli animi ha scritto un post spiegando che “le voci, cioè la descrizione delle spese sostenute, non sono state scritte con la dovuta cura. Infatti erano eccessivamente generiche, per questo motivo svianti”. Per questo, spiega, ha rimosso il post: i dettagli delle spese saranno forniti anche se i nomi dei donatori non saranno pubblicati in rete per questioni di privacy, invitando infine attivisti e simpatizzati che vogliono chiarimenti a inviarle una mail o a “prendere un appuntamento” per incontrarsi nell’ufficio del gruppo in via Fieschi. E anche questo ha scatenato un nugolo di polemiche: “Dobbiamo richieder in carta bollata le spese di rendicontazione?” o ancora “Ma quale privacy, qui si tratta di trasparenza”.

Si tratta di polemiche tirate per i capelli e alimentate da chi non è stato eletto – dice Alice Salvatore, contattata telefonicamente – noi abbiamo fatto una regolare rendicontazione che è già stata depositata in corte d’appello”. Le polemiche sull’aver dato soldi a una tv privata? “Abbiamo acquistato degli spazi per spot pubblicitari – spiega ancora – e prodotto un video che è andato in onda negli ultimi 10 giorni di campagna elettorale su una tv privata come prevede la legge. Abbiamo speso per questo 2.600 euro anche perché avevamo due donatori che erano contenti di questa scelta”. Nessun vincolo dunque? “Certo che no, è una falsa informazione che è girata un po’ modello telefono senza fili”.

A chi nel movimento la accusa di aver condotto una campagna elettorale tutta incentrata su di lei, decidendo in prima persona anche chi avrebbe fatto parte del comitato elettorale lei replica: “Questo tipo di scelta è stata fatta dal movimento quando sono state votate le candidature e gli altri consiglieri lo sapevano” spiega.

E anche sulla mancata condivisione delle scelte organizzative, per esempio sulla destinazione dei finanziamenti per la campagna, la risposta è netta: “La condivisione la facciamo sulle questioni di interesse politico, quelle che riguardano la vita quotidiana delle persone. Le questioni organizzative tendenzialmente le condividiamo, ma nella fretta di una campagna elettorale vengono spesso da un gruppo ristretto”.

Alice liquida infine la polemica come un “bailamme aizzato dai cosiddetti ‘cattivisti della tastiera’ a causa del post non ufficiale scritto da un ragazzino di 19 anni”. Peccato che il 19enne in questione fosse il presidente del comitato elettorale. Un errore di ingenuità, in sintesi, e tutto sarà chiarito.

Certo è che le tensioni tra le due ‘anime’ del movimento, quella più vicina all’attuale gruppo consiliare di Tursi (che dalla campagna elettorale della candidata presidente è stato di fatto escluso) e il nuovo gruppo che si è formato intorno a Salvatore, non si sono placate dopo il ‘terzo’ posto conquistato in Regione.

Per molti, con sei consiglieri eletti, si tratta di un ottimo risultato, per altri con il 50% di astensionismo no e non manca chi si chiede come sarebbe finita se fosse andata in porto la proposta di Paolo Putti di scegliere un candidato condiviso proveniente dalla società civile. Ancora in ballo c’è la visione stessa del movimento, dal grado di condivisione al rapporto con i territori.

Polemiche a parte, ora il gruppo regionale è al lavoro tra incontri e sopralluoghi per la Liguria e domani presenterà le sue osservazioni al programma di governo illustrato da Toti. Ma il dibattito interno è destinato a proseguire, in rete come nelle plenarie anche perché chiusa una campagna elettorale, per il movimento (così come per le altre forze politiche) nel giro di qualche mese se ne apriranno altre con le prossime elezioni comunali a Savona e quelle genovesi del 2017 che non sono lontane come sembrano.