Accordo e divisioni

Amt: raggiunto l’accordo per il “fondino”, ma solo con Faisa e Cisl

Genova. C’è un nuovo accordo sull’utilizzo del “fondino”, il fondo creato per i prepensionamenti all’interno delle aziende partecipate del trasporto pubblico locale ligure che consentirà ad Amt un ingente risparmio sui costi di personale, che per quanto riguarda gli autisti deve essere compensato da nuove assunzioni. Un’intesa che però lascia ancora una volta fuori Cgil, Uil e Ugl e registra il consenso di Faisa e Cisl.

Dopo che il tribunale del lavoro aveva bocciato l’accordo precedente bollandolo come antisindacale, il confronto era ripartito, evidenziando però nuove spaccature sindacali. L’azienda aveva rimesso sul tavolo il ‘vecchio’ accordo che, in sintesi, prevede per le nuove assunzioni un ‘blocco’ con stipendio fissato dal contratto collettivo nazionale per i primi quattro anni e poi una crescita dello stipendio dal 5° anno al 10° per arrivare alle condizioni degli attuali assunti, condizioni reddituali che oggi vengono raggiunte al 6° anno di assunzione.

Lo scorso tre luglio Cgil, Uil e Ugl avevano perciò stoppato il tavolo chiedendo tempo fino a martedì per apporre modifiche alla proposta aziendale, mentre Faisa e Cisl avevano continuato il confronto. “Le risorse messe a disposizione dal fondo – spiega ora in una nota l’azienda – si stima consentiranno la collocazione anticipata in quiescenza di circa 176 persone (di cui 106 autisti, 30 operai, 40 impiegati) tra coloro che matureranno i requisiti per la pensione entro il 31 dicembre 2018. I lavoratori indiretti non saranno sostituiti; gli autisti e gli operai saranno sostituiti con assunzioni per le quali l’azienda si avvarrà degli sgravi contributivi previsti dalle leggi vigenti e per le quali si farà ricorso a un regime contrattuale meno oneroso”.

“L’intesa – conclude Amt – prevede di effettuare fino a un massimo di 100 assunzioni di autisti a condizione che le uscite siano in linea con le previsioni e mediante l’applicazione del nuovo regime contrattuale che prevede l’allungamento a 9 anni (contro gli attuali 6) del periodo entro il quale i nuovi assunti raggiungono i trattamenti economici e normativi previsti dagli attuali accordi aziendali. Queste condizioni rendono competitive le assunzioni anche rispetto ad ipotesi di appalto di quote di servizio. Inoltre, l’accordo prevede, per il personale indiretto, la proroga dei contratti di solidarietà”.

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