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Acciughe nel Mar Ligure, Greenpeace a Coldiretti: “Legga i nostri documenti prima di diffamare”

Liguria. “I rappresentanti di Coldiretti Impresa Pesce dovrebbero verificare con maggiore attenzione le proprie fonti, per non prendere clamorosi abbagli. Di acciughe in Liguria, i nostri ultimi rapporti proprio non parlano”. Questa la risposta di Serena Maso, della campagna Mare di Greenpeace Italia, dopo le critiche ricevute nei giorni scorsi.

“Greenpeace si occupa da tempo di acciughe e pesca del pesce azzurro. Nei rapporti pubblicati negli ultimi anni per denunciare il declino di questi stock, l’associazione ambientalista ha concentrato la propria attenzione in particolare su due situazioni emblematiche, in Veneto e in Sicilia, che niente hanno a che vedere con la Liguria. I dati riportati da Coldiretti, principalmente relativi a sbarchi e prezzi applicati in Liguria, sono attribuiti a Greenpeace erroneamente”.

“Quanto alla fonte dei dati scientifici presentati nei rapporti di Greenpeace, Coldiretti evidentemente non sa – o finge di non sapere – che Greenpeace si riferisce a dati ufficiali e pubblici, prodotti dai comitati scientifici dell’UE e della FAO/CGPM. La sofferenza degli stock di acciughe è confermata dagli ultimi studi disponibili, da cui emerge un declino diffuso in tutti i mari italiani, compreso il Tirreno. Infatti per questa, come per altre aree, gli esperti suggeriscono misure immediate di riduzione della pressione di pesca e addirittura l’adozione di quote di cattura”.

“È preoccupante la superficialità con cui Coldiretti – che si propone peraltro quale nuovo soggetto di rappresentanza del settore pesca – si approccia a queste tematiche e al problema della pesca eccessiva. Quelle di Coldiretti sono omissioni gravissime, espressione di pura ignoranza o di una chiara volontà di mentire negando l’evidenza”.