A Villa Carlotta un capolavoro ritrovato del XVI secolo da ammirare con occhi e naso

Como. E se l’olfatto di essenze e profumi rigorosamente del cinquecento diventasse, prima ancora della vista, il “senso” principale per comprendere meglio un opera d’arte del XVI secolo? È quello che succede dal 3 luglio fino all’8 novembre a Villa Carlotta – museo e giardino botanico sul Lago di Como – che trasforma la visita al quadro “Madonna con Bambino e San Giovannino”, ritrovato nelle proprie collezioni e attribuito alla Scuola del Perugino del XVI sec, in una vera e propria esperienza sensoriale.

Per la prima volta infatti, al percorso espositivo tradizionale si unisce anche quello “sensoriale”. Un iter che si sviluppa in tre tappe olfattive che realizzano un tragitto ideale per ammirare la famosa tavola non solo da un punto di vista visivo ma anche olfattivo.

Caterina Roncati, fragrance designer del Profumificio del Castello di Genova, ha dato vita alle tre stazioni del “sentiero sensoriale” che conducono alla tavola cinquecentesca. Un “percorso olfattivo” fatto di antiche essenze. Quelle in voga nel Rinascimento, oggi alcune ormai in disuso ma recuperate grazie a una ricca ricerca. Il tema ha infatti una bibliografia affascinante: dal “Notandissimi secreti de l’arte profumatoria”, libro sull’arte dei profumi, pubblicato per la prima volta a Venezia nel 1555 fino all’Antico Testamento, alla Naturalis Historia di Plinio al De Plantis , solo per citarne alcuni.

Tre tappe, nitidamente riconoscibili anche dal naso meno esperto, che confluiscono in un unico profumo, quello che omaggia la Madonna con Bambino e che creano un percorso sensoriale unico grazie a un’ampolla che le custodisce in prossimità del quadro. Tre tappe che corrispondono alle note di testa, di cuore e di fondo dell’essenza realizzata.
Un tragitto fatto di agrumi, fiori, incenso e muschi animali molto di moda nel ‘600 come lo zibetto e il castoro, che sono i gradini per raggiungere la perfetta essenza per comprendere e la tavola cinquecentesca anche con l’olfatto.

“Gli agrumi rappresentano la nascita, la freschezza e la purezza dell’infante, raffigurata dalla luce tersa del quadro. I fiori omaggiano la Madonna, madre archetipica che accoglie il suo bambino con la consapevolezza che presto dovrà lasciarlo al suo cammino. Le nitide cromie ed il rosa della veste influenzano questo momento olfattivo – spiega Roncati – L’incenso ed i muschi onorano questo dono, dolce, un po’ doloroso ma necessario, suggellato dalla presenza di San Giovannino”.

Un capolavoro che è per il visitatore una vera e propria sinergia dei sensi che trasporta in un periodo storico ricco di grande tradizione e innovazione.

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