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A Tursi arriva la mozione su Turati, nuove tensioni in maggioranza. Davite: “Soluzione che non risolve nulla”

Se non sarà ritirata in extremis provocherà nuove spaccature anche all'interno del gruppo consiliare. Sempre che non salti per mancanza del numero legale

Genova. Sarà l’ennesimo pomeriggio di passione quello di questo pomeriggio a palazzo Tursi quando dopo la delibera sul Puc e quella sugli impianti di trattamento dei rifiuti verrà discussa la mozione depositata dal capogruppo del Pd Simone Farello sul mercatino di Turati. Una mozione destinata a spaccare di nuovo la maggioranza ma che rischia di alzare la tensione all’interno dello stesso gruppo consigliare del partito democratico già sfaldato dopo le uscire dei consiglieri Gozzi e Caratozzolo. La mozione arriva poi mentre la giunta, nel completo silenzio mediatico, starebbe completando il progetto del trasferimento del mercatino abusivo in corso Quadrio attraverso un percorso di legalizzazione che potrebbe coinvolgere un centinaio di ambulanti.

Un percorso condiviso con le forze dell’ordine e con la prefettura e anche (almeno) con quella parte del partito democratico che siede nei banchi della giunta. Ma che evidentemente non convince tutti. La mozione che sarà discussa oggi è in effetti molto dura, in quanto tratta la questione Turati non come una questione di inclusione sociale e integrazione, bensì come un problema di ordine pubblico: “Il cosiddetto mercatino di via Turati – è infatti scritto come premessa alla mozione – non è un problema di sicurezza urbana ma di ordine pubblico, come tale di competenza delle autorità di pubblica sicurezza atteso che all’interno di quest’area si svolgono azioni illecite e contra legem” .

“L’individuazione di un’area alternativa a Turati, in assenza di un’azione per modificare in modo strutturale la natura delle attività che in esso si svolgono, non rappresenta una soluzione” per diverse ragioni, dice il documento, dal fatto che l’area è troppo vicino a quella attuale, riproponendo di fatto lo stesso conflitto, al fatto che l’area era stata promessa dall’amministrazione ai residenti e ai commercianti al fatto ancora che “non è stato predisposto un apparato amministrativo solido e trasparente che garantisca la corretta gestione di un sedie pubblico anche in un’eventuale fase sperimentale” né è stato garantito “un percorso di coinvolgimento e di condivisione del progetto dei soggetti di diversa natura associati che rappresentato le istanze dei cittadini residenti e dei commercianti”.

Sul documento concorda appieno Antonella Davite, presidente del Civ Sarzano Sant’Agostino e portavoce dei residenti: “Spero che il partito democratico sostenga Doria, ma lo sostenga mettendo dei paletti. Non vorremmo tra poco ritrovarci il mercatino in corso Quadrio perché è una scelta inaccettabile e ancora una volta si è persa l’occasione di difendere la piccola impresa e il lavoro, ma anche perché sistemare 100 persone come pensa di fare la giunta, non è la soluzione a tutti quei disperati che non verrebbero inclusi nel progetto e che non sono rappresentati da nessuno. al contrario di quanto ci ha detto il sindaco noi quelle persone non vogliamo farle sparire. Mi sono confrontata anche con i centri sociali e le associazioni e sappiamo che questa soluzione non è risolutiva per nessuno”.

Ma la mozione potrebbe non passare. Sembra evidente che lista Doria, Sel, Fds e anche il movimento 5 stelle voteranno contro. Difficile capire cosa faranno le variegate anime dell’ormai affollatissimo gruppo misto. E se anche il resto dell’opposizione votasse a favore i numeri non sono certi. Così mentre il consiglio comunale si avvia a un lungo pomeriggio e, a meno che la mozione non venga improvvisamente ritirata, circola insistente la voce che alla fine potrebbe essere il numero legale a deciderne le sorti.