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A Rapallo vista mare dopo il “crollo del muro”, pressing sul Comune: “Ora nuove spiagge libere”

I cittadini: "Non vorremmo servisse un'altra raccolta di firme"

Rapallo. Con la conferenza dei servizi convocata in seduta deliberante oggi presso il Comune di Rapallo si conclude la lunga e complessa vicenda della riqualificazione degli stabilimenti balneari cittadini ed in particolar modo la parte che riguardava gli ormai famosi “muri di cabine”.

“Vicenda iniziata per quanto ci riguarda la scorsa estate con la raccolta firme di 1300 cittadini che chiedevano di risistemare le cabine edificati lungo il fronte strada del litorale in modo da permettere la visibilità del mare come le normative regionali e nazionali in vigore sulle aree demaniali marittime impongono – spiega Roberto Mattioli, portavoce del Comitato Stop Muro di Cabine – Una riqualificazione che si protraeva ormai dal 2010 con ripetuti rinvii a scadenza annuale da parte delle varie amministrazioni comunali che rimandavano di fatto la soluzione al problema”.
Adesso, dopo la riqualificazione dei bagni, spetta al Comune l’impegno di riqualificare il tratto costiero mediante la realizzazione di nuove spiagge libere e il potenziamento di quelle esistenti.

“Ricordiamo a sindaco e assessore all’Ambiente che esiste già un progetto, cioè quello del novembre 2013 commissionato dalla precedente giunta Costa allo Studio ELB Ingegneri Associati di Genova (costato 18 mila euro), che prevede la realizzazione di due nuove spiagge: una nell’area centrale del lungomare di Rapallo, nel tratto compreso tra i Bagni Lido e il pontile per l’attracco dei battelli turistici, e l’altra nel tratto alla foce del Rio Carchea – prosegue Mattioli – Nello stesso progetto è previsto il potenziamento della spiaggia libera nei pressi dell’antico castello, la riqualificazione del tratto costiero tra l’antico castello e la Villa Porticciolo e la riqualificazione del tratto costiero a levante della spiaggia di San Michele di Pagana oltre a tutti gli studi di fattibilità generale ed ambientale e alla valutazione della compatibilità con gli strumenti di pianificazione specifici”.

Pressing del comitato sull’amministrazione, quindi. “Non vorremmo che debba essere un’ altra raccolta firme a spingere questo Comune a realizzare quanto i cittadini chiedono con insistenza da tempo”, termina il portavoce.