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Tursi approva il bilancio a metà: “A luglio altri 20 milioni per finanziare ciò che oggi resta fuori”

Imu e Tasi restano invariate. Lieve incremento per Tari non domestica.

Genova. “Non potevamo aspettare oltre, perché non l’esercizio provvisorio non si possono fare gli interventi di manutenzione straordinaria, il piano dei lavori pubblici né accedere al fondo di riserva”. Così il vice sindaco di Genova Stefano Bernini insieme all’assessore al Bilancio Franco Miceli spiega perché ieri in tarda serata la giunta ha approvato il bilancio preventivo del 2015 pur in assenza di informazioni precise su quante risorse arriveranno dallo Stato.

Il percorso dovrebbe essere completato con i passaggi in commissione e poi in consiglio entro l’inizio di luglio. Per allora, si augurano da Tursi, arriverà la cifra destinata al Comune di Genova come decreto compensativo per le minori risorse percepite attraverso Imu e Tasi. “Un mese fa, quando abbiamo chiuso i conti e avviato il lavoro per il bilancio – spiega Miceli – non sapevamo nemmeno che questo tesoretto ci sarebbe stato. Oggi sappiamo che ci sarà ma manca ancora il decreto attuativo con la cifra esatta. Secondo i nostri calcoli al Comune di Genova arriverà una cifra compresa tra i 18 e i 22 milioni, ma lo sapremo per certo solo a luglio”

Per questo, “appena avremo approvato il bilancio preventivo potremo fare una prima variazione di bilancio per andare a rimpolpare i servizi che vengono parzialmente tagliati da questo primo bilancio”. Quali sono questi servizi secondo Tursi solo temporaneamente tagliati non è dato saperlo in assenza di tabelle di dettaglio. Sicuramente i servizi sociali, per i quali il bilancio preventivo di un anno fa aveva individuato una dotazione di 36 milioni mentre ora ne ha solo 30: “Il resto lo aggiungeremo attingendo dal tesoretto che arriverà a luglio” assicura l’assessore. E il trasporto pubblico? “Metteremo – spiega Miceli – la stessa cifra dello scorso anno, cioè 30 milioni”.

“Veniamo da un periodo di tagli continui che hanno caratterizzato il comportamento del governo – ha spiegato il vicesindaco Bernini – e ha snaturato il modo di gestire la finanza locale invertendo la natura delle risorse a disposizione. Se prima circa il 60% delle risorse arrivava da trasferimenti statali e il resto dalla finanza locale, oggi quasi 70% arriva direttamente dal Comune di Genova, vale a dirà dalla comunità dei cittadini”. Tabelle alla mano tra il 2011 e il 2015 il taglio delle risorse statali (al lordo del tesoretto di circa 20 milioni che dovrebbe arrivare) è stato di 178 milioni di euro.

Nonostante questo il bilancio preventivo del comune di Genova si chiude in pareggio , grazie a una progressiva riduzione delle spese. Tra il 2011 e il 2015 per esempio il personale si è ridotto di 550 unità con un risparmio complessivo di quasi 40 milioni di euro. Stesso trend per il debito residuo che dal 2004 ad oggi è sceso da 1 miliardo e 400 milioni a 1 miliardo e 227 milioni.

Insieme al bilancio ieri sono state approvate anche le aliquote di Imu, Tasi e Tari: “Per le prime due abbiamo deciso di mantenere assolutamente invariata la pressione fiscale, così come non abbiamo toccato le tariffe relative ai servizi comunali. Per quanto riguarda la Tari ci sarà solo un lievissimo aumento compreso tra 2 e 10 euro per le utenze non domestiche”

“Con i circa 20 milioni che arriveranno rimpolperemo i finanziamenti a sociale, scuola, ma anche cultura e turismo”