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Successo per “Ville aperte a Cornigliano”: 1250 visitatori in due giorni

Genova. Turismo a Cornigliano? Non se ne sentiva parlare dai tempi della Belle Epoque, quando la località del Ponente genovese era meta di turismo balneare, anche d’élite. Poi, dalla metà del Novecento, Cornigliano è diventato sinonimo di industria pesante, altoroforni, inquinamento, contesti popolari sempre più degradati. La ‘folle’ impresa di riportare il turismo a Cornigliano, questa volta un turismo colto, di persone di ogni ceto sociale affamate di conoscenza e di cultura, è riuscita con incredibile successo, sabato 30 e domenica 31 maggio, a Italia Nostra, Associazione Dimore Storiche e Ascovil, che, con la collaborazione di Pro Loco Cornigliano, Comune di Genova, Municipio VI Medio Ponente e con la sponsorizzazione di Società per Cornigliano, hanno organizzato un evento dal successo inatteso: ben 1.250 persone hanno infatti partecipato a ‘Ville aperte a Cornigliano’, evento collaterale dei Rolli Days, due giorni di visite guidate alle ville cinquecentesche nella parte più segreta e sconosciuta del quartiere genovese, arricchite da concerti, conferenze, mostre e degustazioni.

Riportare le lancette dell’orologio indietro alla Belle Epoque naturalmente è impossibile, e la Cornigliano del passato non può certo magicamente rinascere, ma certo si può fare molto per rispolverare e valorizzare la memoria, ancor viva nelle persone anziane, dei valori storici, urbanistici, paesaggistici e culturali di un sobborgo che fino agli anni ’50 del Novecento, pur essendo già da un secolo sede di opifici industriali (ma non di industria pesante come la vicina Sampierdarena), conservava ancora intatta la sua armoniosa fisionomia rurale, con la trama ordinata di terreni coltivati ad orto, vigna e frutteto che digradavano dalla collina di Coronata al mare, e con la sua lunga spiaggia, ed era quindi meta di turismo balneare anche d’élite, come dimostra l’icona neo-rinascimentale dello scomparso e rimpianto Castello Raggio sul capo di Sant’Andrea.

La straordinaria risposta del pubblico all’evento di Italia Nostra e Adsi ha sorpreso le stesse associazioni che un anno fa hanno avuto l’idea, a molti apparsa azzardata, di interpretare in chiave di turismo culturale il quartiere del Ponente genovese per decenni connotato dalla presenza delle acciaierie Ilva e oggi faticosamente in marcia verso una nuova pagina della sua storia, anche grazie all’apertura della strada a mare proprio nelle aree degli ex stabilimenti siderurgici: la nuova arteria, infatti, una volta completata nella sua connessione con l’area commerciale di Campi, sgraverà in modo consistente il centro del quartiere dal traffico, permettendo a via Cornigliano di trasformarsi in un boulevard alberato e al quartiere di recuperare vivibilità.

Proprio in parallelismo alla strada a mare, Italia Nostra e Adsi hanno così rilanciato la ‘strada a monte’, l’antico percorso che correva e corre tuttora (vie Cervetto e Tonale) da Levante a Ponente ai piedi della collina di Coronata, sul quale si affaccia l’ordinata sequenza di ville che le grandi famiglie dell’aristocrazia genovese, a partire dal Quattrocento ma più intensamente nel Cinquecento, edificarono come residenze di campagna e aziende agricole, dotate di ampi terreni coltivati ad orto e frutteto che si stendevano fino alla spiaggia oggi scomparsa.

I visitatori, accolti al welcome point dei giardini Melis, dove hanno ricevuto materiale informativo e la mappa del percorso con le schede delle ville, hanno potuto esplorare nel cuore di Cornigliano, individualmente o in gruppi accompagnati in visita da una guida, 6 ville: Palazzo Spinola Canepa, Palazzo Gentile Bickley, Palazzo Spinola Narisano, Villa Dufour di Levante, Villa Dufour di Ponente e Villa Pavese Dufour, oltre a due giardini di ville storiche, quello di Villa Serra Richini-Villa Marchese e quello di Villa Doria Dufour.

Nelle ville sono stati allestite una mostra di mezzari antichi, una mostra di mezzari moderni realizzati da Giglio Bagnara su disegno di Emanuele Luzzati e una degustazione di prodotti enogastronomici di Cornigliano e del Ponente genovese, inoltre due concerti di musica da camera di musicisti del Conservatorio di Genova e due conferenze, la prima sulle ville di Cornigliano e la seconda sulla tradizione genovese dei mezzari che proprio a Cornigliano ebbero un importante centro di produzione.

L’iniziativa aveva l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza, e attraverso questa le istituzioni, sull’importanza della tutela, conservazione e valorizzazione culturale del patrimonio storico della città, in questo caso particolare di Cornigliano, intercettando un pubblico di persone sensibili a questi valori e alla bellezza: innanzitutto fra gli stessi corniglianesi, poi fra i genovesi del centro città e del Levante, che spesso conoscono poco i quartieri del Ponente (molti visitatori hanno dichiarato “Non ero mai stato a Cornigliano e non avrei mai immaginato che custodisse un tale tesoro”), e infine, grazie al collegamento dell’evento con i Rolli Days, a potenziali visitatori provenienti da fuori città e fuori Regione, che infatti non sono mancati.

‘Ville aperte a Cornigliano’ è stato l’appuntamento conclusivo e di punta del programma della seconda ‘Settimana di Italia Nostra’, che si svolta dal 26 al 31 maggio, e ha rappresentato anche l’edizione genovese, posticipata di una settimana rispetto all’edizione nazionale, della ‘Giornata delle dimore storiche’.