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Sicurezza dei lavoratori del tpl, verso nuovo sciopero

Genova. La Filt Cgil, il sindacato del settore dei trasporti lancia l’allarme prendendo spunto dagli episodi di violenza che “ormai quotidianamente avvengono sui mezzi di trasporto”, si legge in una nota firmata dal segretario regionale Camillo Costanzo. Episodi che secondo la Filt “sono lo specchio del degrado, dell’intolleranza, della aggressività che pervade la nostra società e che sta modificando in peggio le regole del vivere civile”. Probabile un nuovo sciopero regionale di 24 ore.

Per il sindacato sono due sono le cause principali del problema sicurezza: il disagio sociale che spesso sfocia in vera e propria micro criminalità e la pessima qualità del servizio reso ai cittadini.

I tagli alle risorse dedicate al trasporto pubblico che si sono succeduti negli anni, si sono realizzati in un momento di aumento della domanda,  di  crisi economica, formando una miscela esplosiva.
Il costante peggioramento del servizio, soprattutto nelle grandi aree urbane, la vetustà dei mezzi di trasporto, il dissesto delle strade e della rete ferroviaria, le carenze nell’organizzazione  del lavoro e della gestione del personale, la mancanza di informazione all’utenza, hanno prodotto negli anni una tale esasperazione da raggiungere livelli di guardia.

La proposta della Filt è di mettere in turno squadre di assistenza alla clientela, che diano informazioni e offrano titoli di viaggio a chi ne fosse sprovvisto: “La presenza dell’organizzazione aziendale sui mezzi e alle fermate è il primo passo per allentare le tensioni e controllare il fenomeno delle aggressioni. Occorre intervenire anche su tutti gli altri fattori, coinvolgendo amministratori pubblici, aziende e organizzazioni sindacali in un grande progetto di vivibilità delle nostre città”.

Più difficile intervenire sulle aggressioni  legate alla microcriminalità: “La capillarità e l’ampia estensione della fascia oraria del servizio rendono oggettivamente impossibile un adeguato controllo da parte delle forze dell’ordine, anche loro soggette a tagli di risorse economiche e umane. Bisogna investire in tecnologie, in adeguati sistemi di difesa passiva del conducente, esempio per  dei nuovi bus. Cabine protette in attesa dell’arrivo dei soccorsi che devono essere prontamente allertati in caso di necessità”.

Il sindacato auspica l’installazione di  videocamere a bordo e alle fermate per consentire l’identificazione dei responsabili delle aggressioni che vanno però anche puniti: “Oggi l’impunità è quasi garantita, come se il mezzo di trasporto  godesse di una sorta di extra territorialità rispetto alle leggi vigenti. Nonostante le nostre richieste di incontro fatte nelle settimane scorse alle direzioni aziendali di Trenitalia, di maggior controllo alle stazioni più a rischio, e di mettere una persona in più sui treni maggiormente a rischio,  le richieste sono rimaste inevase,  anche dopo l’incontro in Prefettura a Genova prima dello sciopero regionale del 7 giugno, dove i dirigenti di Trenitalia presenti, sono stati capaci solo di scaricare le loro responsabilità sulle forze dell’ordine e sulle direzioni nazionali di Trenitalia ma sordi alle sollecitazioni del Prefetto di dare risposte alle richieste fatte dalle organizzazioni sindacali”.

Nei giorni scorsi la Filt ha dato, con richiesta scritta, disponibilità a un ulteriore incontro, ma ad oggi l’azienda non ha dato nessuna disponibilità, motivando di essere davanti a un problema nazionale, quello delle aggressioni.

“Invitiamo – dice Costanzo – le altre organizzazioni sindacali che hanno condiviso con noi lo sciopero del 7 giugno a richiedere un ulteriore incontro al prefetto e a calendarizzare in tempi brevi una nuova data per la proclamazione di uno sciopero regionale di 24 ore: in questa fase non servono fughe in avanti vista l’importanza dei temi trattati e la partecipazione allo sciopero dei lavoratori interessati con adesioni senza precedenti, grazie anche all’unità sindacale raggiunta sul tema”.