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Partecipate Genova, Gioia (UdC): “Misure necessarie: quadro finanziario e normativo le impone”

“Il Comune di Genova dal 2011 a oggi ha subito un taglio di risorse da 180 milioni di euro, che ha determinato un mutamento di contesto finanziario decisamente profondo: pensare che queste condizioni di base non possano comportare delle conseguenze sul quadro delle partecipate equivale a un rifiuto della realtà”.

Così Alfonso Gioia, capogruppo UdC in Comune a Genova, intervenuto oggi in consiglio annunciando il voto favorevole alla delibera della giunta sulla riorganizzazione delle partecipate. “Fin dall’inizio del nostro mandato – spiega Gioia – abbiamo sempre richiamato l’attenzione sulla necessità di efficientamento delle società dato il mutato quadro finanziario che implica dei ridimensionamenti. I lavoratori delle partecipate sono circa 4.600 e se aggiungiamo i circa 5 mila dipendenti del Comune arriviamo a 11 mila occupati nella macchina pubblica comunale: tanto per fare un accostamento dimensionale, la Fiat ha 55 mila dipendenti in tutti i suoi stabilimenti”.

“I dipendenti di Amt costano 110 milioni l’anno, con un’incidenza del 60% sul bilancio aziendale, 76 milioni quelli di Amiu con un’incidenza del 40%, 18,5 quelli di Aster e 6,4 quelli di Genova Parcheggi. Analizzando i numeri e confrontandoli con il mutato contesto della dotazione finanziaria del Comune è ovvio che siamo davanti a una situazione divenuta insostenibile. Non solo: le misure che stiamo per varare sono necessarie perché imposte dalla legge di Stabilità, quindi non possono essere aggirate. Il resto sono chiacchiere”.

“Gioia poi puntualizza: «Il nostro voto favorevole è il frutto del nostro senso di responsabilità verso lavoratori e cittadini che usufruiscono dei servizi pubblici e del comportamento politico coerente che si inserisce nel solco di altre delibere precedenti come quella relativa alla Gronda, alle infrastrutture e al Puc a cui abbiamo dato il nostro appoggio. Ricordo anche che avevamo votato a favore della delibera per la ricapitalizzazione per 5 milioni di euro di Amt, grazie alla quale abbiamo salvato 2 mila lavoratori ed evitato all’azienda di dover portare i libri in tribunale”.