It's #human pride

Liguria colorata pride, a Genova sabato la marcia per l’indipendenza dagli stereotipi

Nel giorno della festa dell'indipendenza Usa a Genova la marcia per i diritti di tutti, tra testimonial illustri e Lady Oscar ospite ufficiale

Genova. Arriva il 4 luglio, nel giorno della festa dell’Indipendenza americana, la tappa genovese dell’Onda pride, a pochi giorni dalla sentenza della corte suprema americana che sancisce alla costituzionalità delle nozze gay.

L’evento è promosso dal coordinamento Liguria Rainbow che vede riunite non solo le associazione Lgbt ma anche laboratori universitari, associazioni femministe e centri culturali. “Sarà una festa dell’indipendenza dagli stereotipi e siamo stati fortunati con la data – scherza Stefano Musso del coordinamento Rainbow – e speriamo che l’interpretazione innovativa della Corte suprema Usa abbia presto riflessi anche nel nostro Paese”.

“Non si tratta solo di diritti degli individui – gli fa eco Stefano Castagna – ma di quelli di una comunità.Basti pensare che in Italia i genitori omosessuali sono stimati tra i 100 mila e 300 mila. Se a loro aggiungiamo la famiglia che ruota intorno abbiamo una città più grande di Milano e non è più possibile che questi figli non abbiamo garanzie. La società è più avanti del diritto, a partire dai medici di famiglia e dalla scuola. Ora aspettiamo le leggi”.

L’Human pride partirà sabato pomeriggio dai giardini di Brignole (concentramento alle 16.30, partenza alle 17.30) per sfilare per le principali vie del centro e concludersi al porto antico, nella zona del Mandraccio. Il carro che aprirà la manifestazione si trasformerà in un palco da cui parleranno le istituzioni e i rappresentanti del coordinamento. Poi spazio alla musica, con una coda, vero e proprio ‘after-pride’ al Banano Tsunami.

“La differenza è una ricchezza che deve essere rispettata – dice l’assessore Elena Fiorini nel corso della conferenza stampa che oggi ha lanciato ufficialmente il Pride – ce lo chiede la nostra Costituzione e il nostro ruolo di ente pubblico. Una giornata, quella di sabato, che spero sia per tutti i cittadini genovesi un modo per raccontare come vediamo la città, difendendo i diritti umani appunto”.

Per lanciare il corteo, il coordinamento Liguria Rainbow ha coinvolto anche numerosi testimonial protagonisti di altrettanti video-promo della manifestazione, da Enrique Balbontin al pallanuotista Niccolò Figari alla senatrice Monica Cirillà, che sta portando avanti un disegno di legge sulle unioni civile. Tanti i ‘padrini’ e le ‘madrine’ della manifestazione e un ospite ufficiale Lady Oscar, forse il cartone animato più amato dai Lgbt.

Il simbolo della manifestazione, disegnato sulle spille e sulle magliette con i colori dell’arcobaleno è una caravella con l’onda: “La caravella è nata nel 1400, nello stesso periodo a Genova venivano stipulati alcuni contratti di mutuo soccorso tra uomini, una sorta di unione civile tollerata in un periodo storico in cui le unioni gay erano punite. Poi c’è l’onda, simbolo adottato quest’anno dal movimento a livello nazionale”.

L’evento è patrocinato dal Comune di Genova, insieme all’università di Genova e al Comune di Bogliasco. Tra le adesioni quelle di Palazzo Ducale, Emergency e dei giovani democratici (ma l’elenco è lungo e un costruzione, lo trovate sul sito liguriapride.it).

Alla Regione Liguria il patrocinio non è stato chiesto: “E’ una questione organizzativa – spiegano i promotori – non essendoci la giunta non sapevamo bene a chi mandarlo ma ovvio che una partecipazione sarebbe assolutamente gradita”.