Quantcast
La persecuzione

Foto, lettere e minacce: genovese perseguita per anni gli ex compagni di classe

Genova. Si sentiva emarginata e messa in disparte dai compagni di classe, così ha deciso di cominciare a perseguitarli con lettere, foto e messaggi di minacce.

L’indagine ha avuto inizio nel settembre dello scorso anno quando una delle vittima, una studentessa universitaria, si è presentata con la sua migliore amica in Questura per sporgere denuncia, producendo una voluminosa raccolta di missive anonime dai contenuti offensivi. La querela è stata raccolta dall’Ufficio Atti Persecutori della Divisione Polizia Anticrimine, a cui la ragazza ha continuato a consegnare settimanalmente, a partire dal mese di dicembre, altre lettere ricevute dai suoi amici, il cui contenuto era ben presto passato dalle offese alle minacce di ripercussioni per chi l’avesse frequentata.

Il molestatore sceglieva i destinatari delle sue missive depredando la rubrica personale degli amici presente sul profilo facebook della vittima. Una volta raccolti i nominativi, telefonava sistematicamente a tutte le persone con lo stesso cognome presenti negli elenchi telefonici, fino ad individuare per esclusione l’indirizzo a cui spedire le missive diffamatorie. Quando la vittima ha bloccato il profilo facebook l’anonimo stalker l’ha colpita in maniera indiretta, inserendo il numero di cellulare della sua migliore amica in un giro di contatti su siti di argomento pornografico, che pubblicizzano incontri di carattere sessuale.

È così che gli investigatori sono giunti all’identità della 23enne denunciata, scoprendo che era stata per un solo anno, in prima superiore, compagna di classe della vittima. Dal racconto di quest’ultima hanno inoltre appreso che la giovane aveva vissuto quell’esperienza scolastica con un sentimento di persecuzione, sentendosi rifiutata dal gruppo, e aveva per questo motivo deciso di cambiare scuola.

I poliziotti hanno eseguito presso l’abitazione della 23enne una perquisizione, rinvenendo materiale, sia cartaceo che informatico, che ha consentito di documentare come l’autrice delle missive anonime fosse proprio lei.

In particolare la Polizia ha rinvenuto e sequestrato alcune buste, già affrancate e pronte per la spedizione, contenenti lettere e foto dello stesso tenore, nonché appunti inneggianti allo stalking, numerosissimi contatti telefonici e centinaia di fogli manoscritti in cui la ragazza aveva indicato i nominativi delle persone perseguitate negli anni e, in alcune circostanze, gli obiettivi da raggiungere e gli effetti che il suo comportamento persecutorio aveva provocato nelle vittime.