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Costa Crociere, presidio dei lavoratori mentre comincia la trattativa per ‘salvare’ 80 posti

Tra loro anche 22 contratti a tempo determinato. I sindacati: "Iniziative devono riguardare tutti i dipendenti"

Genova. E’ cominciata questa mattina la fase finale della trattativa per tentare di salvare il posto di lavoro di 80 lavoratori di Costa Crociere dopo i tagli annunciati dall’azienda con il piano industriale che prevede il trasferimento di 4 reparti dalla sede di Genova a quella di Amburgo. Sono 32 i dipendenti Costa che hanno accettato il trasferimento in Germania, per 27 l’azienda ha già trovato una ricollocazione mentre 58 al momento sono considerati ‘esuberi’) insieme ad altri 22 con contratto a tempo determinato.

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“L’approccio dell’azienda alla trattativa è positivo – spiega Giacomo Santoro, Segretario di Filt Cgil – ma quello che vogliamo è un impegno preciso a non avere esuberi e questa è la conditio sine qua non dalla quale partire per cercare soluzioni. Noi chiediamo che le iniziative siano legate a tutto il personale e non solo a quelle dei quattro reparti interessati anche perché in un’azienda come questa che ha mille dipendenti i possono trovare, sicuramente, ricollocazioni”.

I numeri sul tavolo, spiegano i sindacati, sono quelli di 80 posti di lavoro in pericolo. In trenta, infatti, hanno già firmato, o stanno per farlo, il contratto tedesco,m5 che hanno trovato una nuova occupazione e 27 a disposizione per la ricollocazione interna. Restano 22 posti di lavoro che non verranno rinnovati e 58 tempi indeterminati.

“Noi continuiamo a considerare come fuoriusciti dal ciclo produttivo anche i tempi determinati – spiega Luciano Rotella, Filt Cgil – mentre l’azienda la pensa diversamente”. I sindacati, comunque, nelle prime fasi del tavolo di trattativa, hanno trovato una buona disponibilità da parte dell’azienda.

“Noi abbiamo fiducia della storia dell’azienda Costa, che sino a oggi non ha mai licenziato nessuno e ha, anzi, assunto 200 persone – spiega Massimo Proglio, Segretario Fit Cisl Liguria – ora stiamo elaborando le nostre controproposte che partono, appunto, dalla garanzia che non ci siano esuberi. In caso positivo – conclude Proglio – tutte le soluzioni, convenute e ragionate con i lavoratori, si potranno attuare”.