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Alta Via Stage Race: freddo, pioggia e vento hanno accompagnato gli atleti al traguardo di Borzonasca foto

Durissima seconda tappa nel Parco Regionale dell'Aveto

Borzonasca. La seconda tappa dell’Alta Via Stage Race 2015, che da Sesta Godano ha portato i concorrenti a Borzonasca in località Belpiano, si è spinta in quota e in un entroterra selvaggio, forse poco conosciuto, ma proprio per questo ancora più affascinante.

La stage 2 si è svolta per buona parte all’interno del Parco Regionale dell’Aveto, una zona montuosa dove la vegetazione cresce forte e rigogliosa anche grazie alle frequenti e abbondanti piogge che non hanno risparmiato la gara e i biker.

Caratteristico e anche determinante ai fini di parte della classifica è stato sicuramente il tratto di portage verso il Monte Aiona a quota 1700 metri, teatro di epici sorpassi bici in spalla, come di momenti di disorientamento per diversi concorrenti a causa della nebbia e del forte vento. Le condizioni meteo lassù (10°C, pioggia mista grandine e raffiche di vento freddo) sono state a dir poco proibitive e questo ha inciso non solo sulle gambe, ma anche sulla testa e sulla concentrazione dei nostri atleti.

Fortunatamente ad attendere tutti i concorrenti all’arrivo di tappa la consueta ospitalità e calore delle località di tappa. Il comune di Borzonasca, l’oasi Belpiano e il Consorzio Ospitalità Diffusa “Una Montagna di Accoglienza nel Parco” hanno rappresentato un vero e proprio traguardo, un’ancora a cui aggrapparsi a fine tappa.

Dopo aver mangiato ed essersi ripresi dalla fatica i biker hanno potuto per la prima volta dopo due notti dormire sotto un tetto ma soprattutto su di un letto vero. Sembrerà una cosa banale ma sentire la pioggia battente fuori e sapere di non essere in tenda vuol dire molto, specialmente dopo una tappa come quella di ieri e con la numero 3 da affrontare oggi.

I biker hanno infatti da poco lasciato Belpiano direzione Montoggio. Non piove più così forte come stanotte ma il cielo e le previsioni non lasciano presagire un miglioramento netto. Gli atleti hanno davanti se 65 chilometri di percorso e poco più di 2000 metri di dislivello sia positivo che negativo.

Per capire lo spirito di questi ragazzi, basta pensare che i più la definiscono una tappa di respiro tra la numero 2 e la numero 4.

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