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Torna la Biennale di prossimità: tre giorni dedicati alle esperienze che mettono la condivisione al centro

Dal welfare al sapere, dalla creatività al lavoro, eventi, spettacoli e riflessioni in 6 piazze del centro storico

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Genova. Torna a Genova la Biennale di prossimità. La seconda edizione, che si svolgerà in sei diverse location del centro storico dal 5 al 7 giugno, rappresenta una grande kermesse dedicata alla prossimità nelle sue infinite sfaccettature: dalla sharing economy al rapporto tra cittadini e istituzioni, dalla rigenerazione urbana alla condivisione del sapere, dalla finanza etica alla creatività.

La manifestazione è stata presentata questa mattina a palazzo Tursi alla presenza dei due direttori della Biennale, George Tabacchi e Gianfranco Marocchi che hanno commentato anche la crescita della biennale, promossa dal Genova social club ma sostenuta da diversi soggetti, compresi consorzi e fondazioni: “Per noi la prossimità spiega George Tabacchi – continua ad essere soprattutto la capacità delle persone mettersi insieme per trovare risposte ai problemi condivisi. Oggi la Biennale è più matura e ne siamo contenti perché quello di prossimità non può un concetto di nicchia, ma deve essere il più possibile condiviso”

Tre giorni di eventi, dedicati rispettivamente alla riflessione, allo scambio e alle prospettive future: “La prima giornata – spiega Tabacchi – sarà una giornata di approfondimento sui grandi temi: sharing, economy e rapporto tra cittadini ed enti pubblici. La seconda giornata dedicata ai prodotti della prossimità e allo scambio di esperienze, con manifestazioni ed eventi per raccontare ciò che si fa. Infine la domenica servirà a tirare le fila con l’obiettivo di creare una rete per assumersi la biennale e portarla avanti nel tempo”.

Alla conferenza stampa erano presenti i rappresentanti del Comune di Genova e del Municipio Centro Est che patrocinano l’evento. Il presidente del municipio Simone Leoncini ha citato alcuni importanti esempi di prossimità in centro storico (dalla pulizia dei giardini di plastica agli interventi nel ghetto, mentre gli assessori Emanuela Fracassi e Elena Fiorini che hanno anche elencato alcuni dei progetti di prossimità messi in campo da Tursi, dai ‘social market’ che distribuiscono cibo e beni di prima necessità a chi è in situazione di disagio tramite una tessera a punti, al progetto ‘tutte le cure per tutti’ in collaborazione con le farmacie che forniscono gratuitamente alle famiglie con bimbi piccoli alcuni prodotti indispensabili. “Non possiamo pensare che il benessere della cittadinanza sia compito del Comune. Il Comune deve fare la sua parte ma serve il contributo delle persone” ha detto Fracassi.

“Non è solo questione di risorse che non ci sono – aggiunge Fiorini – ma della necessità di tessere relazioni che facciano sentire le persone sicure sul loro territorio, al di là della responsabilità che le amministrazioni hanno in tema di sicurezza e di contrasto alla commissione dei reati”.

“Alla Biennale verranno presentati tanti progetti italiani – spiegano Tabacchi e Marocchi – che partendo dai temi del lavoro, della casa o del microcredito hanno in comune l’esigenza di mettere al centro le persone perché è indispensabile attivare progetti che riportino tra i cittadini quella fiducia nel prossimo che la nostra società e la crisi hanno incrinato”.