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Regionali, Piccardi (Pcl): “Contro una scuola dei padroni”

Liguria. “Il ddl Giannini-Renzi sulla scuola è parte di un progetto autoritario e reazionario in atto: dal Jobs Act all’ Italicum, dalla riforma istituzionale a quella del pubblico impiego. Un progetto che persegue gli interessi del padronato italiano ed europeo, lo smantellamento di contratti e diritti (cancellazione dell’ Art 18, precarizzazione generalizzata, demansionamento e telecontrollo), e la rimozione di ogni conflitto”. Lo dice Matteo Piccardi, candidato del PCL alla Regione Liguria.

“Sulla scuola, Renzi e il PD stanno imponendo l’ennesima controriforma, spingendosi dove Berlusconi e Gelmini si erano solo affacciati. In primo luogo, radicalizzando l’ autonomia secondo le richieste di Confindustria, destrutturando così il sistema formativo nazionale in una pluralità di istituti in competizione e articolati su diversi livelli – prosegue – In secondo luogo, aziendalizzando le scuole: concentrando i poteri nei dirigenti-padroni, gerarchizzando i docenti su diversi livelli e funzioni, tagliando gli ATA ed esternalizzando i servizi a cooperative ed enti privati”.

“Con questa prospettiva, nonostante alcuni emendamenti di facciata (su consigli d’istituto e comitati vari), i dirigenti scriveranno il POF, selezioneranno la “loro squadra” e assegneranno valutazioni e premi. D’ ora in poi, si assumerà per chiamata diretta l’ intero personale della scuola. Chi sceglieranno? Chi non alzerà la testa? Chi non si ammalerà?… In ogni caso, si determineranno scuole omogeneee per livello formativo, linea educativa o interessi del dirigente. Così si distrugge la libertà d’insegnamento, ma non solo. Si regalano fondi alle scuole private con la defiscalizzazione delle tasse di iscrizione e si aprono le porte ai fondi privati ed alla disuguaglianza tra istituti con il 5×1000”, dichiara ancora Piccardi.

Il candidato del Partito Comunista dei Lavoratori spiega che tutta l’operazione viene coperta dalla promessa di assunzione di 100 mila precari (ridotti di un terzo rispetto alle promesse) e resa obbligatoria dalla recente sentenza europea.

“In verità, tale assunzione la si vuole far pagare con il peggioramento delle condizioni di lavoro, il salario di ingresso, gli spostamenti territoriali, gli Albi. Per tutti questi motivi il Partito Comunista dei Lavoratori (PCL) invita tutti i lavoratori della scuola e tutti gli studentiva mobilitarsi in maniera permanente, attraverso un piano di lotta radicale che preveda manifestazioni territoriali, occupazioni di scuole, volantinaggi, fino al blocco degli scrutini. Nessuna trattativa è possibile su queste basi, ma lotta dura fino ad ottenere il ritiro del ddl e l’ assunzione con decreto di tutti i precari aventi diritto, sia docenti che ATA. Per la riapertura della contrattazione, con il recupero del salario perso negli ultimi anni; per la riduzione del numero di alunni per classe; per un grande piano di finanziamento della scuola pubblica. Solo così sarà possibile garantire un reale diritto allo studio in Italia”, conclude Piccardi.