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Regionali, Piccardi (Pcl): “Chi ti toglie il lavoro: i padroni o l’immigrato?”

Liguria. “Partiti razzisti e/o apertamente fascisti – che secondo la Costituzione degli stessi padroni dovrebbero essere illegali – continuamente affermano che gli immigrati toglierebbero lavoro agli italiani. La storia degli ultimi 100 anni dimostra che sempre i padroni hanno fomentato l’odio razziale per dividere i lavoratori. Inizialmente le donne lavoratrici venivano etichettate come coloro che toglievano lavoro agli operai maschi. Successivamente è toccato ai meridionali che toglievano il lavoro ai settentrionali, poi ad albanesi, polacchi, rumeni, ucraini, che toglievano lavoro agli italiani. L’ultima delle bufale razziste afferma che gli immigrati riceverebbero 40€ al giorno dallo Stato. Niente di più falso!”. Questa la dichiarazione di Matteo Piccardi, candidato alla presidenza della Regione per il Partito Comunista dei Lavoratori (Pcl).

“Innanzitutto è bene chiarire che gli immigrati clandestini non ricevono neanche un soldo dallo Stato (se sono clandestini – quindi senza documenti regolari – come possono ricevere soldi dalle istituzioni?). In realtà chi percepisce qualcosa sono i rifugiati politici, ma ricevono solo 2,50€ al giorno (neppure i soldi bastevoli per un pacchetto di sigarette!). Sul dramma degli immigrati speculano false cooperative – vere e proprie società capitalistiche dove i lavoratori non hanno alcun diritto – del giro del PD e gli stessi fascisti, che costruiscono le campagne di odio razziale. L’inchiesta Mafia Capitale, ad esempio, ha dimostrato che sui rifugiati politici fossero proprio fascisti e Partito Democratico a guadagnarci. I famosi “40€” al giorno li ricevono, in realtà, gli albergatori che gestiscono i centri di prima accoglienza, ma non dallo Stato, bensì dalla Comunità Europea. Soldi che vanno interamente nelle casse delle false cooperative e che servono a garantire i servizi minimi, pagare gli stipendi dei lavoratori, ecc. Gli immigrati che, invece, vivono e lavorano in Italia, non solo non “rubano” il lavoro a nessuno, ma attraverso i loro contributi pagano la pensione ai lavoratori italiani. I dati dell’INPS sono inequivocabili e affermano che di fronte ad una spesa per l’immigrazione pari a 12,6 miliardi di euro, le casse dello Stato ne incassano 16,6. Un utile di 4 miliardi netti di euro all’anno. Gli immigrati, quindi, non sono il problema”, prosegue.

“I proletari italiani sono stati tra i primi a dover affrontare il dramma dell’emigrazione. Masse di contadini ed operai che partivano per diversi paesi in cerca di lavoro. Non lo hanno fatto per “rubare” lavoro ad altri lavoratori, ma per cercare un futuro dignitoso per se stessi e per le loro famiglie. Così succede anche per i proletari immigrati che arrivano in Italia. A chi giova, quindi, il razzismo contro gli immigrati? Esattamente a coloro che, attraverso leggi come Mare Nostrum o la Bossi-Fini, hanno tutto l’interesse a rendere quasi impossibile la regolarizzazione dei migranti, per tenere sotto ricatto i lavoratori stranieri. Rendergli difficile la regolarizzazione serve a far si che questi si accontentino di salari da fame e di lavorare senza diritti. In questo modo i padroni utilizzano il dramma dei poveri che arrivano da altri paesi per ricattare i lavoratori italiani.
Rifiutiamo queste barbare logiche dei padroni, che vogliono creare le guerre fra poveri. Le nazioni non esistono per i proletari. Esse rappresentano gli interessi dei grandi industriali e delle grandi banche. La classe operaia, i lavoratori, i disoccupati, ecc., non hanno nazioni. I lavoratori italiani hanno gli stessi interessi di quelli turchi e/o di quelli immigrati in Italia, perché appartengono alla stessa classe sociale, sono uniti dagli stessi bisogni materiali e di vita. Rifiutiamo il razzismo in ogni luogo, a partire dal posto di lavoro e dalle sedi sindacali! Il movimento operaio scacci qualsiasi forma di fascismo e razzismo dai propri ambiti di organizzazione”, conclude Piccardi.