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Regionali, il Pcl aderisce allo sciopero della Cgil: le considerazioni di Piccardi

Genova. Il Partito Comunista dei Lavoratori (PCL) aderisce pienamente allo sciopero proclamato dalla CGIL di Genova per domani, mercoledì 20 maggio, e invita tutti i propri militanti e simpatizzanti a parteciparvi.

“Nel contempo, avanziamo alcuni punti di riflessione a tutti i promotori dell’ iniziativa e, più in generale, a tutti gli iscritti della CGIL genovese. Primo punto. A tale sciopero potranno aderire, in sostanza, solo quelle categorie di lavoratori non soggette alla legge 146, in pratica solo il settore dei metalmeccanici e poche altre. Infatti, come è noto, la legge 146/1990 è una legge molto restrittiva del diritto di sciopero. E con la legge 83/2000 il suo campo di applicazione è stato notevolmente ampliato, sino a comprendere un lungo elenco di settori: sanità, igiene pubblica, protezione civile, raccolta e smaltimento rifiuti, forniture di fonti energetiche, settore giustizia, pubblica amministrazione, trasporti pubblici urbani ed extraurbani, trasporti marittimi, servizi bancari e assicurativi, scuola e università, poste, telecomunicazioni, informazione radio e tv, guardie giurate,… Insomma,si salva solo il settore dei metalmeccanici, e pochi altri – dice il candidato alla presidenza della Regione, Matteo Piccardi – Ma la gran maggioranza dei settori vengono considerati alla stessa maniera “servizi pubblici essenziali”, senza distinzioni tra i settori ne tra lavoratori pubblici e privati, dipendenti o autonomi. Tutti così sottoposti al rischio precettazione e alle conseguenti multe. Pertanto, di fronte a una legge così restrittiva, occorre costruire il più ampio fronte di opposizione, allo scopo di arrivare o all’ eliminazione di questa legge o alla sua radicale modifica. Ne va della tutela del diritto di sciopero, che è da sempre l’ arma più potente che hanno i lavoratori per difendere i propri interessi”.

Secondo punto. “La data del 20 Maggio non è una data qualsiasi: è stata infatti scelta per ricordare il 20 Maggio del 1970, anno in cui entrò in vigore lo Statuto dei Lavoratori. Ad oggi, dopo 45 anni anni, si può dire che tale Statuto è ormai un ricordo: il Jobs Act di Renzi, che elimina l’ art.18, smantella i contratti nazionali, ed estende la precarizzazione e la flessibilità a tutti i nuovi assunti, è il punto di arrivo di un lungo percorso iniziato 20 anni fa, fatto di attacchi continui al mondo del lavoro da parte di tutti i governi che si sono succeduti negli anni, di centrodestra e centrosinistra. Senza che da parte dei sindacati principali, in primis la CGIL, ci fosse stata la giusta opposizione, ma anzi, troppo spesso, c’è stata la concertazione al ribasso. Perciò, oggi serve urgentemente ribaltare la linea sindacale seguita in questi 20 anni, attraverso la proclamazione di scioperi generali e sistematici, a livello nazionale e non solo territoriali. E purtroppo, lo sciopero del 20 Maggio è solo a carattere locale”.

Terzo punto. “Come denuncia la stessa CGIL: ‘nella nostra città c’è in atto una moria continua di imprese e sono sempre più numerose quelle in cui si lotta per la salvaguardia del posto di lavoro. E molte di queste realtà dipendono proprio da scelte di politiche nazionali: Ilva, Fincantieri, Selex ES, Ansaldo STS, ecc.’ – conclude Piccardi – A queste possiamo aggiungere quelle aziende interamente private che – come Piaggio Aero o Ericsson – si possono permettere di firmare accordi che poi non rispettano, con la piena complicità delle Istituzioni locali e nazionali, che o non intervengono proprio o si limitano a fare continui incontri che non producono nulla. Di fronte a tutto ciò, e a maggior ragione in campagna elettorale, non si può guardare a tutti i partiti e movimenti presenti alle Regionali 2015 allo stesso modo. Infatti, ci sono partiti chiaramente collusi con le politiche anti-operaie degli ultimi 20 anni, o coinvolti nelle situazioni locali sopradette. Quindi, secondo noi, è necessario che lo sciopero e il corteo del 20 Maggio non diventino la passerella per questi partiti, ma siano, anzi, un’ occasione di forte contestazione verso di loro: dal PD a Forza Italia, dalla Lega Nord a SEL”.

Il PCL sarà presente con una propria delegazione, e con il suo candidato presidente, al corteo che partirà alle ore 9 da piazza Massena (a Cornigliano) e si concluderà in piazza Baracca.