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“Mettiamoci la faccia”, mobilitazione contro il Terzo Valico in Valpolcevera: blocco dei camion e corteo fotogallery

"I cittadini ci sono, vigilano e sono in grado di valutare se le decisioni assunte siano a beneficio di tutta la comunità o dei soliti pochi”

Mettiamoci la faccia per mostrare a chi amministra territori e denari pubblici che i cittadini ci sono, vigilano, si informano, desiderano partecipare e sono in grado di valutare se le decisioni assunte siano a beneficio di tutta la comunità o dei soliti pochi”.

Manifestazione contro il Terzo Valico a Pontedecimo

Lo dicono i cittadini della Valpolcevera, che oggi sono scesi di nuovo in piazza per manifestare contro il Terzo Valico. Un’intera giornata di mobilitazione, che ha preso il via questa mattina a Pontedecimo, al Mercato dei Fiori, con presidio e blocco dei mezzi diretti alla Finestra Polcevera. Alle 15, invece, è partita la marcia popolare per le vie di Pontedecimo, cui hanno partecipato circa 300 cittadini e che si è concluso al presidio no favi di via Coni Zugna. L’area, fino a ieri cintata dai jersey in quanto deve essere espropriata dal Cociv, questa notte è stata liberata e trasformata in un punto ristoro, con focaccia, frittelle e bibite per concludere in modo conviviale il corteo.

“Vogliamo fermare quest’opera inutile, voluta e costruita solamente da coloro che hanno tratto e trarranno un profitto personale. Pochi lavori di adeguamento delle linee ferroviarie ad oggi in uso, avrebbero consentito di raggiungere i medesimi risultati, con spese di gran lunga minori”, hanno spiegato attivisti e semplici cittadini, che hanno girato anche un video, in cui ognuno esprime le proprie ragioni di contrarietà all’opera. .

“Chiediamo politiche per il lavoro vere, perché sappiamo che non è la logica delle Grandi Opere a risolvere il problema della disoccupazione – dicono – rispondere a bisogni urgenti significherebbe anche creare posti di lavoro sicuri, meno precari, utili per chi li volge e per tutti noi”.

I manifestanti chiedono che le risorse di tutti vengano destinate a scuole sicure, programmi didattici di qualità, ospedali, servizi sanitari e sociali efficienti e a “misura d’uomo”.

“Non crediamo che andare ‘veloce’ sia un valore aggiunto, crediamo piuttosto che il nostro futuro sia custodito dalle e nelle nostre terre, con le infinite risorse che serbano, che vogliamo vengano preservate, messe a frutto e tutelate anche per le generazioni future”.