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Fincantieri, Piccardi (Pcl): “Sciopero di tutti i cantieri contro l’attacco ai lavoratori”

Liguria. “E’ sempre più evidente che Fincantieri ha deciso di peggiorare drasticamente le condizioni di lavoro in tutti i cantieri. E di mettere in forse il mantenimento di alcuni cantieri (ad es. Sestri Ponente e Castellammare). La sua piattaforma è un durissimo attacco a 360 gradi. Il suo primo obiettivo è allungare gli orari senza aumentare i salari, fino a 300 ore in più l’anno. Poi, parla di tagliare, o azzerare, il premio di produzione subordinandolo a obiettivi di produttività e di profitti altissimi; di ridurre il costo del lavoro delle imprese di appalto; di aumentare i controlli personali (proposta dei microchip nelle scarpe) e di introdurre punizioni per gli scioperi improvvisi. Insomma, vuole affermare il suo dominio incondizionato in tutti i cantieri. Sa di essere spalleggiata dal governo Renzi e dalla Confindustria, e forte di questo sostegno, sta facendo il possibile per stancare e dividere i lavoratori. E nel frattempo adotta metodi intimidatori contro i lavoratori: ha trasferito sei impiegati da Riva Trigoso, Marghera e Monfalcone in altri cantieri; fa pressioni su capi-reparto e capi-squadra dei cantieri perché, durante gli scioperi, entrino al lavoro e facciano entrare gli operai; minaccia di trasferire le commesse all’estero”. Così Matteo Piccardi, candidato per il P.C.L alla Presidenza della Regione Liguria.

“Per anni hanno preteso la quotazione in Borsa e i sacrifici, giustificandoli con la crisi del settore. Ora l’Azienda è in Borsa da circa un anno (con magri risultati), ma Bono (che nel 2013 ha dichiarato un reddito di 1,039 milioni di euro l’anno) chiede oggi nuovi sacrifici. Il no degli operai e di tanti impiegati alla linea di Bono&co si è manifestato a più riprese. E questo dimostra che la forza e la volontà di lottare esistono. Ma non sono stati sufficienti, finora, a costringere Fincantieri a ritirare la sua piattaforma anti-operaia. Inoltre i dirigenti di Fim e Uilm hanno già fatto capire di essere pronti, in qualsiasi momento, a cedere su tutto il fronte, mentre quelli della Fiom, pur promuovendo le lotte, si appellano di continuo al parlamento e al governo (sic!) perchè intervengano. Ma al parlamento e al governo Renzi i problemi dei lavoratori non interessano affatto, e lo si è visto con la veloce approvazione del Jobs Act. Ecco perchè, come Partito Comunista dei Lavoratori (PCL), riteniamo che sia giunto il momento di attuare un cambio di passo nelle forme di lotta”.

“Per respingere efficacemente l’aggressione aziendale e difendere i propri bisogni in tema di salario e condizioni di lavoro, serve innanzitutto l’ unità di azione tra tutti i cantieri e passare dagli scioperi articolati – cantiere per cantiere – allo sciopero generale congiunto di tutti i cantieri. E serve costruire un fronte unico di lotta tra lavoratori Fincantieri e quelli degli appalti, unendo le loro rivendicazioni (a partire dalla difesa del contratto nazionale negli appalti) a quelle dei lavoratori Fincantieri. Per favorire la realizzazione di tutto ciò, invitiamo ad organizzare una manifestazione nazionale a Roma fatta non di semplici delegazioni, ma partecipata dal maggior numero possibile dei lavoratori di Fincantieri e degli appalti, per protestare col massimo di forza e di pressione contro l’aggressione padronale, e per denunciare il sostegno politico che l’ Azienda riceve dal governo Renzi”.