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Expo 2015, Silp Cgil: “La piazza è senza legge”

“La responsabilità dell’ennesima debacle dell’ordine pubblico italiano è politica e il Ministro Alfano per coerenza, dovrebbe fare un passo indietro, ma ovviamene non accadrà. Cosa ha fatto, insieme a Renzi, per introdurre pene severe contro chi in piazza ci va per delinquere? Renzi ha gestito strumentalmente la delicata questione dell’introduzione del reato di tortura senza pensare minimamente ad affrontare anche la piazza violenta”. A parlare è Roberto Traverso, segretario provinciale del Silp Cgil, dopo gli scontri di Milano.

“Scelta miope e pericolosa, perché alimenta il distacco della nostra categoria dalle istituzioni. A Milano quella categoria della Polizia di Stato ha dimostrato che quando i politici non entrano nelle sale operative le scelte sono razionali e non assurde, ma la categoria è stanca di essere utilizzata: contiamo i feriti, ma non conta la categoria. Utilizzata dalla politica e in particolare dal vertice del dicastero del Ministero dell’Interno che continua a non investire sull’attività investigativa preventiva per impedire che chi va in piazza a devastare resti anonimo e impunito”, prosegue.

“Durante la May Day Parade Milano è stata ostaggio della violenza dI quei delinquenti che ancora una volta hanno potuto nascondersi vigliaccamente tra manifestanti che protestavano civilmente ed i colleghi impiegati, compresi quelli del Reparto Mobile di Genova, hanno dimostrato tutta la loro professionalità, riuscendo a impedire ai facinorosi di raggiungere le sedi istituzionali alla cui difesa erano preposti. Restano, però, diversi punti rispetto ai quali gli iscritti del SILP CGIL con forza, ci chiedono risposte. Innanzitutto una sensazione di impotenza dei colleghi, che nemmeno quando potevano sono stati fatti intervenire per fermare le devastazioni ai danni dei cittadini che, anche fisicamente, si avvicinavano a chiedere aiuto per difendere auto e negozio assaltati. E’ stato difficile, per dei poliziotti, rispondere che non potevano intervenire per evitare danni peggiori, quasi che non si ritenga possibile che loro compiano un intervento corretto e professionali”.

“Come SILP siamo sempre stati favorevoli a un impiego dei Reparti che limiti il contatto fisico e usi strumenti quali idranti e lacrimogeni, ma sulla base di interventi e protocolli codificati anche per gestire le aggressioni istantanee e le fughe di quei delinquenti – dichiara ancora – è accaduto così che i colleghi abbiano corso per lunghi tratti di strada, con le maschere anti gas indossate, in condizioni difficilissime di respirazione: viene richiesta una prestazione fisica eccezionale da parte di un’Amministrazione che non prevede requisiti fisici né accerta le condizioni dei suoi dipendenti”.

Resta infine la domanda principale. “Quale modello di ordine pubblico vuole questo paese? Nel momento in cui un corteo viene governato da persone armate di bastoni, con addosso caschi e maschere antigas, è lecito che quel corteo prosegua il suo percorso? Se si decide di sì, come si vogliono tutelare anche i cittadini che subiscono danni enormi e come si fermano i responsabili di reato? Il numero di arrestati in flagranza, il primo maggio è stato incredibilmente basso rispetto alla portata degli incidenti. I fermati sono stati raccolti in una strada scelta sul momento, attendendo un mezzo per trasportarli via; in altri casi si ascoltavano via radio chiamate di operatori che avevano un fermato e non sapevano cosa farne o a chi consegnarlo”.

Per Traverso la politica dovrebbe affrontare decisamente questi temi, parlare del modello di ordine pubblico di cui questo paese vuole dotarsi ed evitare zone grigie in cui le regole sono incerte e interpretare i fatti diventa difficile per poliziotti e cittadini. “Ci sembra che l’ordine pubblico e i colleghi vengano sfruttati per mere campagne di consenso come fa il ministro Alfano ogni volta che operiamo bene o come abbiamo visto fare da altri politici a colpi di sostegno sui social network – conclude – Quello che serve è una discussione seria e non slogan estemporanei senza voler affrontare la mancanza di politiche serie ed efficaci sulla prevenzione, per evitare che i delinquenti arrivino in piazza. Bisogna iniziare da subito, prima che sia troppo tardi”.