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Dopo Genoa-Inter, Gasperini: “La serata più bella”

Genova. “Sto provando una felicità enorme, per me questa sera è stata la serata più bella, in cui le mie idee di calcio sono state esaltate”. Parole e musica di Gian Piero Gasperini, raggiante e accolto da un applauso spontaneo in sala stampa dopo la vittoria per 3-2 contro l’Inter: “I giocatori sono stati gli artefici di tutto, siamo andati sotto due volte, ma abbiamo giocato questa partita consapevoli dei rischi che stavamo correndo. È stata una vittoria meritata”.

Il mister elogia comunque l’Inter: “Un’ottima squadra, loro credono di non avere campioni, invece ne hanno. Questa partita è stata bella per me che la vivevo di parte, con grande emozione, credo sia stata uno spot per il calcio, ce l’andremo a rivedere tante volte”.

Svelato il problema di Tino Costa: “In un cambio di direzione, proprio nell’ultimo movimento prima di finire il riscaldamento, ha avuto un problema muscolare. L’unica nota stonata di questa sera soprattutto per il giocatore che è molto demotivato”.

La storia non si fa coi se o coi ma, tuttavia Gasperini crede che se il Genoa fosse andato in vantaggio la partita sarebbe stata diversa. Arriva il riferimento all’Europa League: “L’Inter è 7 punti dietro al Genoa, ciò rende ancora più notevole il nostro campionato. Penso che nessuna squadra meriti più di noi di andare in Europa League”.

Il mister sa bene che l’anno prossimo la squadra dovrà ripartire in parte da capo dopo cessioni importanti o prestiti terminati: “È la serie A, ma siamo contenti di quello che facciamo. Giocatori buoni ce ne sono in giro, è stato un grande merito del Genoa scovarli, il calcio si può fare indipendentemente dalle spese delle grandi squadre”.

Una grande emozione, ma il cuore in gola sull’ultima occasione di Icardi a tempo scaduto fermata da Burdisso: “Se non ci fosse stato un episodio del genere vorrebbe dire che non dovremmo migliorare niente”.

Gasperini spende qualche parola per i singoli: “Lestienne è stato tante volte vicino al gol, gli è sempre mancato qualche cosa, è molto giovane, c’è chi viene fuori subito, chi alla dopo, bisogna allenarli, aspettarli, avere la mentalità giusta. Sono felicissimo per Pavoletti, ma se analizziamo i giocatori uno alla volta han fatto tutti qualcosa di notevole, anche Izzo in un ruolo non suo dribblava”.

Gli si chiede il paragone tra questa stagione e l’anno di Milito. “Quella era squadra di cui conoscevo il valore dalla serie B a cui si sono aggiunti Thiago Motta e Milito, due giganti, avevamo fatto 68 punti ora ne abbiamo 59, quella squadra meritava la Champions, sinceramente quest’anno non pensavamo di avere due giocatori di così alto livello e poi Milito è stato comprato a una bella cifra. Quest’anno abbiamo fatto mercato o con prestiti o con svincolati, si è scelto in quel raggio, ma il lavoro è stato eccezionale. Quello che è bello è che questi giocatori hanno sposato totalmente le mie idee: nell’intervallo di oggi ho proposto di giocare più coperti, sono stati loro a dirmi di no, che se la sentivano di rischiare ancora. Questo è lo spirito di questa squadra”.

Mattia Perin fa capire quanto sia importante l’affetto e la carica dei tifosi: “Stasera era il Maracanà, non il Ferraris, chi arriva subito non sa quanta spinta può dare il tifo qui, dopo qualche giornata si rende conto. Non è un caso che il Genoa resti nel cuore”.