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Vertenza Costa Crociere, Pastorino: “Regione e governo assenti mentre lavoratori rischiano delocalizzazione”

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Nei giorni scorsi Luca Pastorino ha incontrato i lavoratori di Costa Crociere per un confronto sulla vertenza in atto che coinvolge 161 lavoratori, che secondo il piano aziendale presentato dall’AD Thamm, dovranno essere trasferiti nella sede di Amburgo.

“Questo trasferimento riguarderebbe l’ufficio operativo – dichiara Pastorino – e avrebbe come primo risultato una perdita di indotto pari a circa 60 milioni di euro annui nel solo territorio ligure (42 su Genova) che andrebbero poi a pesare sui circa 400 fornitori il cui fatturato è per lo più rappresentato da Costa. In pratica un pezzo di PIL italiano e ligure, pari a circa 100 milioni annui, diventerà tedesco. Tutto questo con il benestare di Renzi che dopo i selfie davanti al recupero della Concordia è tornato solo per fare campagna elettorale per la candidata del PD”.

“Non pervenuto anche il presidente Burlando – aggiunge il candidato di Rete a sinistra – e questo nonostante in diversi incontri avesse promesso ai lavoratori il suo interessamento e che avrebbe ottenuto il piano aziendale. Oggi il rischio è che a Genova rimangano i soli uffici finanziari e il marketing, ossia quelli più facilmente delocalizzabili in futuro, probabilmente breve, visti i presupposti. Genova perderà figure professionali competenti, perderà fatturato, perderà migliaia di lavoratori marittimi”.

Nei prossimi giorni Pastorino presenterà un’interrogazione alla Camera per chiedere che l’azienda presenti il piano industriale e chiarisca per quali ragioni dopo avere usufruito negli ultimi anni di numerosi incentivi fiscali, oggi decida di depotenziare la sua presenza nel nostro Paese.