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Tpl, Burlando scrive a Doria: “Se Tursi vuole che si faccia gara, dica quante risorse metterà”

Ancora polemica a distanza tra Regione e Comune. Il governatore ligure: "Noi abbiamo fatto tutto, aspettiamo Doria"

Genova. Continua il rimpallo di responsabilità tra Regione e Comune di Genova sui ritardi della gara per il Tpl che per consentire al nuovo soggetto gestore di operare (come prevede la legge regionale) dal 1 gennaio 2016 deve essere bandita in tempi molto rapidi. Ma se il Comune di Genova martedì in commissione lamentava i ritardi e insieme diceva che la Regione ancora non aveva definito i servizi minimi essenziali, indispensabili a detta di Tursi per definire le risorse comunali, ora è la Regione che imputa al Comune di Genova i ritardi e il rischio che, se una risposta non arriverà in fretta, la gara proprio non si farà

Noi abbiamo fatto tutto quello che dovevano fare – dice il governatore Claudio Burlando – abbiamo assunto 8 delibere con cui abbiamo definito tutti i compiti che competono a noi per quanto riguarda il tpl, abbiamo definito il nostro impegno finanziario, che è lievemente superiore a quello dello scorso anno, e anche i servizi minimi essenziali. Ora spetta ai Comuni e in particolare al Comune di Genova dire quante risorse ci metterà”.

La Regione mette infatti a disposizione 139,6 milioni. Oltre a questi serve però sapere quanto ci metteranno i vari enti, fra i quali il più importante è il Comune di Genova che pesa per circa il 70%. “L’anno scorso Tursi ha messo sul Tpl 31 milioni, oltre a uno straordinario che in questi anni si è aggirato intorno a 7-8 milioni per coprire il disavanzo di Amt. Ora grazie alla legge sul ‘fondino’ non dovrà più sborsare risorse straordinarie e grazie all’agenzia dal prossimo anno risparmierà l’Iva. Però a questo punto e in tempi brevissimi se vuole che la gara si faccia, ci deve dire se conferma o no quelle cifre”. Ovvio anche che se il Comune di Genova decidesse di mettere meno di 31 milioni il taglio al servizio sarebbe inevitabile.

Una partita a parte è quella dell’Ati: “E’ una partita che alla Regione non compete e, anzi, ce ne teniamo ben lontani perché non vogliamo certo essere accusati di turbativa d’asta, ma se non ci dicono quante sono le risorse a disposizione non possiamo partire con il bando di gara, con il rischio che il prossimo anno ci troveremo punto e a capo”.