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Riordino delle Province, Regione Liguria chiede al Governo garanzie per i lavoratori

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Regione. “La Regione Liguria ha chiesto al Governo di riassorbire il personale che potrebbe risultare in soprannumero al termine del processo di riordino dalla Province. Inoltre, circa la posizione dei precari, per una parte dei quali non risultano rinnovabili i contratti a causa della regola dei 36 mesi massimi di precariato, la Regione ha chiesto di valutare la possibilità di non far valere l’obbligo in caso di trasferimento ad altro ente”.
Lo rende noto il presidente della Regione Claudio Burlando a seguito dell’incontro a Roma con il sottosegretario agli affari regionali Gianclaudio Bressa. La Liguria è una delle cinque Regioni che, con la legge numero 15 del 26 marzo 2015 in attuazione alla legge Del Rio, ha legiferato nell’ambito del processo di riordino istituzionale delle Province.

“Se chi è già transitato verso altri enti (dogane e ministero della giustizia) verrà confermato – ha ricordato il presidente – gli esuberi riguarderanno sessanta persone, circa 20 per ogni provincia, sottolineando come, nel panorama italiano, la questione ligure sembri quella meglio avviata”.
Il personale a tempo indeterminato in servizio presso le quattro Province liguri alla fine del 2014 era composto da mille e 807 persone. Dalle Province e dalla Città metropolitana di Genova saranno 313 quelle che arriveranno in Regione. Le nuove funzioni regionali, svolte in precedenza dalle Province, riguardano la difesa del suolo, che vede in arrivo 127 persone, il turismo, 63, caccia e pesca, 18, e la formazione professionale, 96. A loro si aggiungeranno nove dirigenti, cinque per la formazione professionale, tre per il settore della difesa del suolo e uno per il Turismo.
I dipendenti provinciali attualmente in assegnazione temporanea presso altre istituzioni statali sono 68. I numeri complessivi saranno disponibili non appena le Province concluderanno gli elenchi ricognitivi che conterranno con precisione il personale che resta nelle Province e nella Città metropolitana per l’esercizio delle funzioni fondamentali, il personale che transita in Regione per l’esercizio delle funzioni delegate, il personale dei Centri per l’impiego e della Polizia provinciale (in attesa della normativa nazionale che ne definisca la destinazione), il personale presso le amministrazioni statali o gli enti locali e gli esuberi effettivi.