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Renzi a Genova, Pellerano (Liguria Libera): “Chi si vede! Tra un tweet e l’altro, dopo solo 5 mesi, ha trovato il tempo di venire”

Genova. Il capogruppo e candidato alle Regionali della Lista Civica Liguria Libera interviene in merito alla visita in programma per oggi del premier Renzi. “I genovesi sono gente concreta: non vogliono cerimonie pubbliche, ma gesti concreti nel momento del bisogno. Dov’erano Renzi, Burlando e Paita mentre migliaia di giovani e cittadini di ogni età erano a spalare il fango? Genova si è dovuta rialzare da sola, troppo comodo arrivare oggi, in piena campagna elettorale”.

“Nell’immediatezza degli eventi Renzi ha colto l’occasione per apparire nel momento più tragico per la città di Genova nel post alluvione di ottobre: peccato che si sia limitato a fare tweet anziché venire tra i genovesi e le 2.300 aziende messe in ginocchio dal fango. Il capo del Governo avrebbe dovuto accertare di persona la devastazione della città, la mole delle auto e dei beni alluvionati in piazzale Kennedy, la generosità dei cittadini scesi per strada per aiutare le persone e le attività colpite. Ricordo che a novembre il premier Renzi è venuto in pompa magna in Liguria per inaugurare lo stabilimento Piaggio a Finale Ligure: sarebbe stato sicuramente un gesto di sensibilità, seppur un po’ tardiva, in quella circostanza allungare la sua visita di qualche chilometro e incontrare i genovesi, rendersi conto dei danni provocati dall’alluvione. E invece no: arriva sei mesi dopo, in piena campagna elettorale, per mettere due firme, fare qualche sorriso davanti ai flash e alle telecamere e salvare la propria immagine. Non solo: Renzi viene a dare via libera all’accordo sui 15 milioni di euro all’IIT agli Erzelli, dopo che non più tardi di un paio di settimane fa Burlando ne aveva stralciati 25!”.

“Un atteggiamento il suo che evidentemente ha contagiato anche i suoi amministratori locali, in primis Burlando e soprattutto Paita che, da assessore alla Protezione Civile, non si è vista una sola volta per le strade della nostra città mentre tutti i genovesi si rimboccavano le maniche per rimediare ai disastri dell’alluvione. Il virus dell’immagine da salvaguardare a ogni costo – anche venendo meno a quello che dovrebbe essere il primo compito della politica e cioè stare tra la gente in ogni circostanza – è evidente abbia profondamente contagiato il Pd ligure quanto meno nei suoi esponenti di punta come la signora Paita, candidata a guidare questa regione. Renzi e soprattutto la Paita dimostrano di non conoscere assolutamente Genova e i genovesi: siamo gente concreta che guarda ai fatti, che si rimbocca le maniche nel fango. Come consigliere regionale insieme ad altri colleghi ero anche lo scorso ottobre tra le strade di Genova per dare una mano e rendermi conto di persona della gravità della situazione. L’assessore alla Protezione Civile no: non si è mai vista. E sia chiaro, non si trattava certo di fare passerelle, si trattava di non lasciare ai genovesi la sensazione di essere abbandonati a sé stessi nell’emergenza. A ottobre la faccia ce l’hanno messa i consiglieri di municipio, a suo modo ce l’ha messa il sindaco. Raffaella Paita invece è scomparsa, era in campagna elettorale per le primarie PD e non voleva rimetterci in termini di immagine. Siamo certi che invece oggi il tempo lo troverà, sarà in prima fila a tagliare i nastri con Renzi magari per farsi una foto da mettere sui santini per la campagna elettorale”.