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Regionali, Lunardon lancia la sua campagna elettorale: “Sono giorni difficili ma questa è la nostra casa”

Genova. “So che sono giorni difficili, lo sono qui a Genova e anche a Roma. Ma credo che il progetto che abbiamo costruito insieme durante tanti congressi sia l’unica vera casa per il centro sinistra”. Giovanni Lunardon, segretario regionale del Partito democratico e ora capolista nelle prossime elezioni regionali, non nasconde la polvere sotto il tappeto, nel giorno in cui lancia la propria campagna elettorale da piazza San Lorenzo, ma con forza ribadisce a militanti ed elettore che non esiste un’altra strada: “Siamo chiamati ad un grande esercizio di unità – spiega a margine – per cui stiamo lavorando quotidianamente. Soltanto votando il partito democratico e sostenendo la candidata Raffaella Paita possiamo aprire una pagina nuova in Liguria. La vera competizione è tra noi e il centro destra e noi dobbiamo fare la nostra parte fino in fondo”.

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A sostenerlo in piazza ci sono tra gli altri gli amici e compagni di corrente Alessandro Terrile, Anna Maria Dagnino, Alberto Villa, Simone Farello, l’ex ad di Amiu Pietro D’Alema. Arrivano a salutare anche Simone Mazzucca e Victor Rasetto. Quando Lunardon comincia, con trenta minuti di ritardo rispetto alla tabella, il suo discorso in piazza, Raffaella Paita non c’è. Ma in molti dicono che la sua presenza è attesa.

Lunardon che ha rifiutato di entrare nel tanto odiato listino si dice “emozionato ed onorato”. Il programma? “E’ quello che abbiamo discusso al congresso. I punti che mi stanno più a cuore sono la riduzione dei costi della politica, la nuova legge elettorale regionale con l’abolizione del listino e l’introduzione del premio di maggioranza e soprattutto della doppia preferenza di genere”. Per quanto riguarda le misure in tema economico “mi batterò per una nuova stagione di politiche industriali che difenda a Genova quelle che già ci sono, ma che offrano un sostegno vero anche alle piccole e piccolissime imprese”.

Dopo l’alluvione di ottobre, il Pd rilancia la cosiddetta ’svolta verde’ annunciata nella conferenza programmatica di fine febbraio “con l’introduzione di una legge sul consumo di suolo come quella della Regione Toscana”. Tra le misure sociali la proposta principale riguarda il “reddito minimo di inclusione destinato alle fasce più deboli della popolazione”.