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Regionali, chi tenta il ‘salto’ verso via Fieschi e chi lavora nelle retrovie: la campagna elettorale dei consiglieri di Tursi

Nessun candidato tra i banchi del Pd. Per Rixi, Lauro e Pignone 'promozione' quasi certa. Musso e Bruno, candidati presidente di 'bandiera'.

Genova. La campagna elettorale che tra poco più di un mese porterà i liguri al voto sta investendo pesantemente anche palazzo Tursi tra candidati in corsa, aspirazioni bocciate e tanti che lavorano nelle retrovie, sapendo che il nuovo governo di piazza De Ferrari avrà un riflesso indiretto ma pesante anche su via Garibaldi.

I consiglieri di Tursi che, con maggiori o minori possibilità tentano il salto verso via Fieschi sono una manciata, ma in tanti lavorano nelle retrovie della campagna elettorale. Il primo partito della sala rossa in effetti alla fine non porterà in Regione nessun consigliere: il Pd alla fine ha bocciato le aspirazioni del capogruppo Simone Farello, del suo collega Gianni Vassallo nonché quelle del presidente del consiglio Giorgio Guerello che da mesi, si dice, stava lavorando per lanciare la sua candidatura. La consigliera Cristina Lodi sostiene con tenacia la campagna elettorale di Sergio Rossetti, mentre il giovane Gian Paolo Malatesta ha deciso di non candidarsi con Pastorino per curare in ogni dettaglio la campagna elettorale del sindaco di Bogliasco. Paolo Gozzi, che non ha rinnovato la tessera del partito, ha annunciato che voterà, come sempre, secondo coscienza. E probabilmente non sarà l’unico.

Anche i due consiglieri di Sel Leonardo Chessa e Gian Pastorino restano al loro posto, mentre il capogruppo della federazione della sinistra Antonio Bruno ci ha messo la faccia per sostenere L’altra Liguria come candidato presidente, così come Enrico Musso, candidato presidente per Liguria Libera che, a meno di colpi di scena, non sembra proprio volersi apparentare con Toti e Salvini. Entrambi candidati di ‘bandiera’ il primo resterà probabilmente tra i banchi di Tursi, mentre Musso se la lista arriverà al 3% farà il tanto ambito salto.

Se i cinque consiglieri del M5S non si possono candidare in Regione per le regole interne al movimento e sostengono con entusiasmo abbastanza moderato la candidata presidente uscita dalle ‘regionarie’ Alice Salvatore, a tentare il salto in Regione con Rete a sinistra è il capogruppo della Lista Doria Enrico Pignone. Nella lista del sindaco, tra i promotori del laboratorio Rete a sinistra, in tanti sostengono Pastorino dalle retrovie a cominciare dalla giovane consgliera Marianna Pederzolli, impegnata con il neonato gruppo Left portare in Regione temi come quello del reddito minimo, della legalizzazione delle droghe leggere e degli spazi sociali per i giovani.

A destra Edoardo Rixi, pur deluso dalla mancata candidatura come presidente dopo l’alleanza con Forza Italia, è in campo deciso a portare avanti le battaglie della Lega in consiglio regionale: per lui ovviamente non si tratta di un salto ma solo di una conferma che non dovrebbe riservare sorprese.

Il salto lo tenta invece, anche lei con ottime probabilità, la consigliera Lilli Lauro, i cui manifesti elettorali sono comparsi ben prima dell’ufficializzazione delle liste di Forza Italia che sarà fatta oggi. Con lei anche lo ‘storico’ consigliere comunale Guido Grillo. Al centro Stefano Anzalone ha scelto la lista Liguri per Paita.

Non si candida invece Matteo Campora, che sta lavorando insieme ad Alfonso Gioia alla campagna elettorale di Area popolare, da ieri ufficialmente alleata di Toti. Anche Stefano Balleari lavora nelle retrovie: si dice che sia stato lui a convincere Giorgia Meloni del fatto che Fratelli d’Italia non poteva sostenere Enrico Musso. Proprio lunedì la Meloni sarà a Genova a sancire con la sua presenza l’alleanza fatta con Toti.