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Regionali, Burlando: “La libertà di coscienza esiste dal 25 aprile del ’45. Cofferati ha usato la Liguria contro Renzi”

"Quando ha visto che le cose sono andate male, ha deciso di raggiungere l’obiettivo cercando di far perdere la Paita"

Genova. “La libertà di coscienza c’è dal 25 aprile del ’45, poi ognuno si faccia come vuole. Vedremo se questo dissenso molto rumoroso avrà un impatto sul voto, contando più o meno il voto di Tsipras dell’altra volta si misurerà quanto pesa”. Il governatore uscente Claudio Burlando commenta così il documento dei 200 dissidenti del Pd che invita al voto secondo coscienza boicottando di fatto la candidata Lella Paita.

E’ un Burlando combattivo quello che ha invitato i giornalisti a visitare (di nuovo) il cantiere del Bisagno per dimostrare che le polemiche sul mancato avvio dei lavori sono assolutamente strumentali. Il presidente è deciso a lottare senza sosta per la vittoria della sula delfina alle Regionali del 31 maggio. Evidentemente però, lo ammette lui stesso, le carte in tavola sono cambiate rispetto al momento in cui lui, oltre un anno e mezzo fa, ha chiarito che non si sarebbe ricandidato e oggi, a 48 giorni dalle elezioni, non è più scontato che il centro sinistra sarà lo schieramento vincitore: “Il quadro è abbastanza chiaro – dice – i vincitori possibili sono due. Paita e Toti e la dissidenza ha sinistra può ridurre la forbice, annullarla, ribaltarla“.

Se l’inchiesta giudiziaria per il governatore non avrà un peso sul voto (“anzi, casomai ha rappresentato un momento di ricompattamento” dice) il responsabile ha un nome e cognome: Sergio Cofferati. “E’ evidente che si tratta di un’operazione politica. qui si voleva fare un’operazione politica contro Renzi e io penso che la Liguria sia stata usata. Ora anche Lunardon e Terrile ammettono di essere stati usati da uno che non voleva confrontarsi un idea di Liguria ma voleva cogliere questa occasione per riaffermare una volontà nazionale di guida politica e ha usato la Liguria. Quando ha visto che le cose sono andate male, ha deciso di raggiungere l’obiettivo con altri mezzi, cioè cercando di far perdere la Paita. Noi ci batteremo perché questo non succeda e penso che vinceremo”.

Una battaglia contro Renzi che a livello nazionale sta diventando acerrima e riguarda temi fondamentali, dalle questioni costituzionali a quelle economico-sociale fino alla legge elettorale”. Burlando è convinto al 100% che il centro sinistra del futuro è quello di Renzi: “Io penso che bisogna fare di tutto per aiutare questo gruppo di giovani che ci stanno provando in tutti i modi – dice – mentre una parte del partito pensa che la cosa importante da fare sia fermare la corsa di questo gruppo e tornare indietro. La storia di Genova e quella di Roma sono simili. In Liguria questo discorso è passato in tre province su quattro. Qui in Liguria però la parte che prova a fermare questo processo non può vincere, può solo far perdere l’altra“.