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Regionali, Area Popolare lancia l’ultimatum a Toti (ma anche alla Paita): “Corriamo da soli”

Ancora 24 ore poi Ncd e Udc ufficializzeranno il proprio candidato presidente. Saso: "Toti non sembra voler vincere"

Liguria. La situazione politica, che più variegata non si può, potrebbe arricchirsi con un altro candidato governatore. Al momento Area Popolare (formata da Ncd e Udc, che in Liguria al momento è costituita come Liguria popolare) non ha ancora trovato un accordo con nessuno degli altri contendenti e si sta incamminando verso una corsa solitaria. Sulla scheda del 31 maggio prossimo potremmo così trovare anche i nomi di Gino Garibaldi o Alfonso Gioia (questi i nomi più accreditati) come candidati presidente. Oppure no. Insomma, niente è deciso e tutto rimane estramente fluido, come confermato dal coordinatore nazionale di Ncd Gaetano Quagliariello, oggi a Genova per l’assemblea regionale del gruppo Area Popolare.

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“Lo decideremo democraticamente cosa faremo – spiega Quagliariello prima di immergersi nell’assemblea – la situazione ligure è particolarmente complicata noi pensiamo di avere dei principi che non sono negoziabili. ovviamente abbiamo parlato con tutti per decidere. detto questo discuteremo e sceglieremo”. Rispetto a Toti: “il problema non sono le persone, noi dobbiamo fare un accordo politico. è evidente che il nome del candidato ha un peso, ma l’accordo si fa in base ai programmi. nessuno ci obbliga a scegliere potremmo andare da soli” dice anche perché il problema in questo caso è costituito soprattutto dalla Lega Nord con il veto agli “alfaniani” posto da Salvini e Rixi.

“Non accettiamo veti sulle persone, scegliamo le candidature autonomamente” dice ricedendosi anche al centro sinistra con cui l’accordo sembra essere ormai sfumato dopo il veto posto dalla direzione regionale del Pd. Tanto che a proposito delle Primarie Quagliariello chiarisce: “Il partito non ha mai fatto primarie per il Pd, se qualcuno ha partecipato lo ha fatto individualmente. mi sembra che quanto accade dica che ha fatto un calcolo sbagliato”.

“E’ evidente che con il Pd abbiamo cercato un modello di governabilità come avviene a livello nazionale ma sentirsi dare patenti di moralità e fascistità è inaccettabile” dice il consigliere regionale Alessio Saso che si è speso in prima persona per far sostenere Raffaella Paita alle primarie. “Forse è meglio che la loro identità la cerchino a casa solo senza cercarla di riflesso con noi. Per quanto riguarda Toti deve capire se vuole vincere o preferisce solo partecipare perché nel primo caso il nostro 3-4% potrebbe essere fondamentale”