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Progetto Eduopen, il rettore Comanducci: “Ulteriore impegno nella didattica innovativa”

Genova. Giovedì 30 aprile, presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, sarà presentato il Progetto EDUOPEN. 7 importanti atenei italiani (Politecnico di Bari, Aldo Moro di Bari, Ferrara, Foggia, Genova, Modena e Reggio Emilia, Parma) firmeranno un protocollo d’intesa triennale per la realizzazione di una piattaforma federata comune MOOCs (Massive Open Online Courses). Gli allievi potranno seguire percorsi formativi di alta qualità a distanza (i corsi saranno in modalità telematica) ed eventualmente acquisire attestati di frequenza o crediti formativi universitari.

Obiettivi del Progetto EDUOPEN sono:  promuovere innovazione didattica attraverso la realizzazione di un ecosistema italiano di MOOCs che offra, tra l’altro, l’acquisizione di crediti formativi CFU/ECTS mediante la partecipazione degli atenei già attivi nell’ambito della formazione a distanza; avviare una strategia di internazionalizzazione basata sull’offerta di MOOCs in lingua inglese, sull’ interscambio di crediti ECTS, tramite convenzioni con altre università europee che erogano MOOCs e sulla possibile partecipazione ai grandi consorzi Moocs internazionali; realizzare una vasta ricerca-intervento di matrice pedagogica e didattica, la prima in Italia di questa estensione, utile per lo sviluppo di una strategia italiana per la diffusione delle risorse educative aperte. Si indagheranno in particolare i formati, i modelli di interazione, le tecniche docimologiche e le pratiche d’uso degli allievi attraverso strumenti di learning analytics; infine, elaborare un’azione di formazione dei docenti e del personale tecnico-amministrativo degli atenei interessati volta a favorire l’utilizzo delle tecnologie nella didattica.

Il Rettore dell’Università degli Studi di Genova, Paolo Comanducci, ha dichiarato che “questo progetto è un ulteriore segnale dell’impegno che il nostro ateneo ha intrapreso nel campo della didattica innovativa, utilizzando gli strumenti che sia le nuove tecnologie sia le nuove metodologie mettono a disposizione per rendere la formazione sempre più aperta e quindi fruibile per un numero sempre più vasto di cittadini, siano essi studenti universitari o persone già inserite nel mondo del lavoro che intendono acquisire nuove competenze”.