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Piaggio Aero, ministero chiede ulteriori chiarimenti all’azienda: nuovo incontro a metà maggio

I sindacati: "Il ministero ha capito che qualcosa non quadra". Giovedì assemblea a Sestri ponente

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Genova. Nulla di fatto a Roma nel vertice che si è tenuto questo pomeriggio al Mise sulla vertenza Piaggio Aero. Un incontro durato poco più di un’ora dove di fronte alle domande dei sindacati l’azienda, che si è presentata con il solo amministratore delegato, non avrebbe fornito risposte concrete. Tanto da spingere il responsabile dei tavoli di crisi del ministero a chiedere risposte scritte entro una settimana in vista di un successivo vertice romano convocato per il prossimo 14 maggio.

“Abbiamo incalzato l’azienda – spiega Adriano Spallarossa rsu Fiom – e di risposte concrete ne sono arrivate davvero poche. C’è di positivo però l’atteggiamento del ministero che ha capito che qualcosa non quadra e vuole saperne di più”. Le domande dei sindacati sono quelle note e riguardano la futura cabina di verniciatura, il delivery center, il futuro delle aree che dovrebbero liberarsi da quest’estate che dovrebbero essere acquisite da Filse per essere destinate a nuovi insediamenti industriali se Piaggio formulerà una richiesta congrua e i carichi di lavoro nello stabilimento di Villanova d’Albenga che, secondo fonti sindacali, lavorerebbe al momento tutt’altro che a regime.

Infine, le domande hanno riguardato il documento notarile inviato a settembre alle banche nel qualche Piaggio per rientrare in parte dai debiti si sarebbe detta pronta a cedere in toto lo stabilimento genovese: “L’azienda ha confermato davanti ai rappresentati del Ministero che il documento è reale, ma sarebbe ‘vecchio’ rispetto all’accordo ministeriale firmato a giugno di un anno fa, seppur depositato successivamente”. Parole che continuano a non convincere i sindacati e neppure il ministero che, appunto, ha chiesto ulteriori chiarimenti e documentazione.

Giovedì mattina nello stabilimento di Sestri ponente si svolgerà un’assemblea unitaria dove potrebbero essere decise forme di mobilitazione.

L’azienda, in una nota in cui si conferma la chiusura della produzione a Sestri entro luglio precisa di essersi “impegnata a fornire alle Organizzazioni Sindacali i dettagli del crono-programma relativo alle attività di messa in opera del Delivery Center e al rinnovamento della cabina di verniciatura, confermando un nuovo l’incontro, per una riunione conclusiva, a Roma il prossimo 14 maggio”.

“Questo assetto industriale – ha sottolineato Carlo Logli – è per noi una scelta consolidata da oltre un anno e potrà garantire alla nostra azienda la competitività necessaria sui mercati internazionali e al territorio ligure opportunità professionali qualificate e promettenti prospettive future. Oggi siamo tutti concentrati con impegno sul lavoro che ci resta da fare per tradurre queste prospettive in realtà”.