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Paita indagata, Toti: “Doveva dimettersi dopo l’alluvione”

Regione. “Raffaella Paita doveva dimettersi all’indomani dell’alluvione”. Lo pensa il candidato per il centro-destra alla carica di presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, che ieri era intervenuto in merito all’avviso di garanzia che aveva raggiunto la sua rivale alle regionali con toni assai prudenti: “Sono garantista e resto garantista. Un avviso di garanzia non significa colpevolezza. Gli errori della Paita sono di natura politica per come la sinistra ha amministrato l’emergenza alluvione. Non credo si possa parlare di magistratura ad orologeria a favore di Forza Italia”.

Oggi Toti è tornato sulla questione: “La scelta di ritirare o meno la candidatura è una scelta individuale. L’avviso di garanzia è uno strumento a tutela dell’indagato e noi non abbiamo mai fatto politica con le carte bollate o gli avvisi di garanzia”.

Dal canton suo, Paita ha voluto rispondere a chi si poneva domande su ciò che ha dichiarato ieri il cardinale e arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco. Il presidente della Cei si era domandato: “perché certe indagini esplodono in certe ore e in certi momenti delle città e della nazione”. Oggi Paita ha ribadito: “Non credo che Bagnasco l’abbia fatto giudicando questo avviso di garanzia. Penso che la sua sia stata un’affermazione di carattere generale. E comunque io non commento”. Paita è stata intervistata oggi su La7, nel corso del programma “L’aria che tira”. Quando le hanno ricordato che si è paragonata a Rocky Balboa, lei lo ha ribadito: “Rocky non molla mai e io non mollerò”.