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Operazione “Iranian Kebab”: rapinato e pestato a sangue, poi costretto a scappare da Genova

Continue minacce e richieste di grandi somme di denaro

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Genova. “Iranian Kebab” è il nome dell’operazione partita dalla denuncia di un giovane iraniano che una sera dello scorso giugno era stato rapinato e malmenato in zona Foce.

Il ragazzo, dopo essere stato pagato 400 euro per una prestazione lavorativa svolta presso il kebab di un connazionale, fu assalito da due persone, armate di coltello, che lo minacciarono e pestarono a sangue, rapinandolo del denaro appena ricevuto. Successivamente la vittima spiegò agli agenti di non conoscere gli aggressori, descrivendoli come nordafricani.

Gli investigatori, non convinti dalla versione fornita, riuscirono a guadagnarsi la sua fiducia e a scoprire un quadro più ampio e preoccupante della vicenda. Le indagini, infatti, hanno permesso di appurare che alla rapina erano seguite minacce e tentativi di estorsioni (per decine di migliaia di euro), messi in atto da iraniani gravitanti nell’ambito della ristorazione genovese.

Secondo quanto ricostruito, nell’estate del 2013, la vittima aveva preso in gestione da un concittadino un “kebab “, stipulando un contratto che prevedeva il versamento immediato di una cauzione onerosa. Purtroppo, però, gli affari non procedevano come da lui auspicato e trascorsi nove mesi dall’apertura, ha deciso di chiudere l’attività, dicendo al proprietario di trattenere la cauzione versata all’atto della stipula del contratto.

Il connazionale, pur avendo già intascato circa diecimila euro in anticipo per l’avviamento del locale e i regolari canoni d’affitto mensili, non contento della proposta, ha iniziato a minacciare il giovane imprenditore, pretendendo da lui svariate decine di migliaia di euro come indennizzo. Da qui infinite minacce, tanto da costringere la vittima a chiudere il locale in fretta e furia e a scappare da Genova, abbandonando a casa la compagna e il figlio neonato.

Dopo aver saputo che il suo aguzzino si trovava all’estero, è tornato in città per essere assunto come cuoco in un altro kebab. Lo scorso marzo, però, il vessatore è rientrato in Italia e ha rintracciato la sua vittima, minacciandola nuovamente in maniera sempre più pesante. Solo grazie all’intervento del nuovo datore di lavoro, probabilmente, non si è consumava una tragedia, che avrebbe avuto risvolti ben peggiori, sia per la vittima, che per il carnefice.

Mercoledì mattina, personale della Squadra Investigativa del Commissariato Foce Sturla, ha identificato l’aguzzino, un 40enne con parecchi precedenti penali specifici, notificandogli la misura cautelare del “divieto di avvicinamento” a non meno di 200 metri dalla vittima.