Genova

Nel mirino smartphone e tablet, sgominata baby gang: rapinavano all’uscita da scuola sul bus 17

Gli studenti avevano il terrore di prendere il bus

Genova. Si è conclusa nella note del 1° aprile l’operazione “Baby Gang”, nata all’inizio di febbraio in seguito ad un incremento di furti e rapine nei confronti di giovanissimi studenti, che ha avuto successo grazie anche ad una stretta collaborazione info-investigativa tra i commissariati di Nervi e Foce Sturla e la partecipazione attiva di diversi compagni di scuola delle vittime.

I giovani, uscendo dalle scuole del levante cittadino, alla fermata dell’autobus, oppure all’interno del mezzo pubblico, venivano accerchiati da vere e proprie bande di ragazzi più grandi che, con la forza fisica e l’intimidazione si appropriavano di costosi smartphone o tablet di ultima generazione. La refurtiva, a tempo di record, veniva immessa sul mercato clandestino cittadino e nuovamente riattivata e riutilizzata, dando luogo ad un incremento esponenziale del fenomeno criminoso, in relazione alla facilità di realizzazione di profitti illeciti.

Tra i ragazzi si stava diffondendo il timore che viaggiare sul “17” ad una certa ora, fosse diventato estremamente pericoloso. Pertanto, gli investigatori del Commissariato Foce Sturla hanno sviluppato un’intensa attività di osservazione e di accertamenti tecnici con la collaborazione e l’interessamento delle maggiori compagnie telefoniche nazionali.

Infatti, l’incrocio e l’analisi tecnica dei sistemi di localizzazione ed identificazione dei device, hanno consentito agli agenti di poter individuare i vari passaggi e gli attuali utilizzatori di alcuni degli smartphone rapinati e, quindi, richiedere ai magistrati l’emissione di provvedimenti di perquisizione.

All’alba di mercoledì, il personale della squadra Investigativa del Commissariato Foce Sturla, coadiuvati da sei pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine Liguria, hanno dato esecuzione a quattro decreti di perquisizione, che hanno permesso di sequestrare due smartphone rubati e un’altra ventina di apparecchi, che gli agenti ritengono provenire da altrettanti furti e tuttora al vaglio degli investigatori per la prosecuzione delle indagini.

Tale attività ha permesso, nel suo complesso, di segnalare al Tribunale per i Minorenni nove giovani, dei quali alcuni frequentanti le scuole della stessa giurisdizione delle vittime, ed altri che si univano da fuori, per il reato di rapina in concorso, ricettazione e riciclaggio. Infine, cinque maggiorenni sono stati segnalati al Tribunale Ordinario, per il reato di ricettazione.

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