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Naufragio nel Canale di Sicilia, Bogliasco e Sori proclamano lutto cittadino foto

Bogliasco/Sori. Dopo la nuova strage di migranti nel Canale di Sicilia, Anci Sicilia e Anci Sardegna hanno chiesto a tutti i Sindaci delle due Regioni di proclamare per oggi il lutto cittadino in tutti i Comuni isolani. I Comuni di Bogliasco e di Sori hanno seguito l’esempio e hanno così deciso di emanare a loro volta un’ordinanza per decretare il lutto cittadino per domani, martedì 21 aprile.

Pastorino e Pezzana hanno quindi predisposto bandiere a mezz’asta e cordoglio dell’intera comunità, perchè quanto accaduto negli ultimi giorni non non può lasciare indifferenti i cittadini. Una scelta che parte dal basso, dall’intenzione dei due Sindaci che intendono sensibilizzare l’opinione pubblica su questo drammatico e difficile tema, perchè la competenza è sicuramente nazionale e ancor di più europea, ma la sensibilizzazione deve essere diffusa e capillare su tutti i territori, non solo quelli più strettamente colpiti dal fenomeno delle migrazioni e delle conseguenti morti nel Mar Mediterraneo.

“Non si tratta di una questione che interessa solo il sud Italia – spiegano i due comuni in un comunicato congiunto – ma tutta l’Italia e ancor di più l’Europa. Si tratta del diritto di viaggiare e di scappare dalla guerra, si tratta della libertà dell’uomo. Una scelta precisa del nostro continente che ha deciso di controllare i confini e di ignorare le vite umane. E’ impossibile che si possa assistere impotenti davanti a una tragedia di questa natura. Il Sindaco di Catania, Ezio Bianco, esprime il suo dolore ricordando che “il dramma dei migranti non è un’emergenza improvvisa; è un colossale problema con cui dovremo confrontarci per anni. Non va ignorato e scaricato sulle spalle delle città e delle regioni di frontiera; questi mesi noi, comunità siciliane, ci siamo sentiti drammaticamente soli”. Ci uniamo quindi al segretario generale delle Nazioni unite Ban Ki-moon che ha fatto appello alla comunità internazionale perché dimostri solidarietà e divida il peso di questa crisi. Ban osserva che il Mediterraneo è diventata “la rotta più letale del mondo” per migranti e per chi cerca asilo. “La risposta della comunità internazionale deve essere globale e collettiva”.