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Marietto Rossi confessa l’omicidio di Lombardi, ma nega l’esistenza di una banda

"Non c'è nessuna banda e io non sono a capo di nulla"

Genova. Marietto Rossi, arrestato a fine febbraio per l’omicidio del corriere della droga Giovanni Lombardi, ha confessato il delitto, ma negato l’esistenza di una banda.

L’uomo, assistito dagli avvocati Luca Cianferoni e Raffaella Multedo, ha parlato per circa un’ora davanti al sostituto procuratore Alberto Lari, che coordina l’inchiesta della squadra mobile.

“Non c’è nessuna banda e io non sono a capo di nulla. Ho ucciso Lombardi in un momento di ira, è stato un raptus ed è successo quello che non doveva succedere”. Rossi si è quindi addossato tutte le responsabilità, cercando di scagionare gli altri complici.

Il killer, inoltre, proprio la scorsa settimana era stato raggiunto da una nuova ordinanza di custodia cautelare per una rapina, furto e detenzioni di armi, insieme a Massimo Antonini, Giorgio Valter Cardini, Paolo Saba e Generoso Ventola.

In particolare Antonini e Rossi sono accusati di aver rapinato e sequestrato l’1 marzo del 2014 il direttore dell’ufficio postale di Calvari, a San Colombano Certenoli, per mettere a segno una colpo da 26 mila euro. Gli altri quattro, invece, sempre insieme a Rossi, sono accusati di aver rubato dalla depositeria comunale di Sestri Levante uno scooter poi utilizzato per compiere una rapina al pastificio di piazzale Bligny la mattina della vigilia di Natale. Un colpo sfumato per l’intervento della polizia che seguiva da tempo la banda.