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Lavagna non sarà più “zona rossa”: completate le procedure per le opere antialluvione sull’Entella

Tutto il centro di Lavagna, con oltre diecimila abitanti, non sarà più nella ‘zona rossa’ delle alluvioni

Lavagna. Tutto il centro di Lavagna, con oltre diecimila abitanti, non sarà più nella ‘zona rossa’ delle alluvioni, ossia la fascia più soggetta agli allagamenti per le piene dell’Entella e nel tratto terminale del fiume del saranno realizzate nuove difese anche sulla sponda destra, quella chiavarese.

Gli elementi fondamentali per le difese antialluvione del fiume sono la riduzione dei rischi idraulici, la sicurezza dei cittadini e la compatibilità ambientale delle opere.

Completate tutte le fasi e le procedure, compresa l’occupazione degli spazi necessari per le opere e i cantieri con gli espropri imposti dalla Conferenza dei servizi che ha approvato il progetto, la Città metropolitana di Genova ora realizzerà le difese spondali per il tratto terminale dell’Entella, dal ponte della Maddalena alla foce.

Gli interventi, finanziati con oltre 10 milioni di euro (10.134.894) – 8 da fondi statali e gli altri da
stanziamenti regionali e della stessa Città metropolitana – conterranno le piene centennali e, al limite
massimo della loro capacità, anche quelle duecentennali. “Buona parte dei cantieri riguarderà l’adeguamento funzionale, il consolidamento e l’innalzamento del vecchio argine (il ‘segiun’), fortemente degradato in diverse parti e in qualche tratto addirittura eliminato per far posto a nuovi fabbricati e le nuove opere permetteranno la salvaguardia dell’abitato di Lavagna e la cancellazione dell’attuale ‘zona rossa’ alla foce del fiume che sarà protetta dagli allagamenti provocati dalle piene dell’Entella”, si legge in una nota della Città Metropolitana.

“Il progetto per le difese del fiume Entella è stato rivisto e rimodulato rispetto a quello iniziale, anche tenendo
conto del confronto con enti locali, comitati, associazioni e proprietari, nella Conferenza dei servizi che l’ha
definitivamente approvato il 28 giugno 2013 migliorandone la funzionalità idraulica, aumentandone notevolmente
la capacità di contenere le piene, riducendo la larghezza dell’argine e limitando il più possibile l’utilizzo delle servitù di aree per le nuove opere”, prosegue la nota.

Il nuovo argine sarà largo circa 7 metri e sarà più alto, con un muretto di protezione idraulica, di 1,20 metri
rispetto alla quota del ‘segiun’ attuale. Il progetto ha ricevuto il parere favorevole del Comitato tecnico di bacino (organo regionale che ha competenza vincolante in materia idraulica) il 28 febbraio 2013 e la pronuncia di compatibilità ambientale da parte della Regione il 20 febbraio 2015, comprensiva della salvaguardia degli habitat naturali per le specie di uccelli, anfibi e rettili che vivono lungo l’Entella.

“Un anno prima, poiché l’intero territorio dove si svolgeranno i lavori è nell’attuale fascia A, ossia la zona ‘rossa’ più allagabile del piano di bacino, la stessa Regione aveva ribadito, con nota del 20 febbraio al Ministero dell’Ambiente, la netta prevalenza della sicurezza idraulica rispetto ad altre valutazioni per queste opere, indispensabili e preliminari agli interventi successivi per la sistemazione idraulica di tutto il bacino dell’Entella, come previsto dall’accordo di programma del 27 novembre 2013 fra Regione, Città metropolitana (ex Provincia) e i Comuni di Carasco, Chiavari, Cogorno e Lavagna – termina la nota – Dopo la conclusione dell’iter approvativo le azioni che vengono e verranno poste in essere dalla Città metropolitana sono atti dovuti e conseguenti alle decisioni già assunte”.