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Genova, Repetto (Udc): “Aprire corsie gialle alle moto per ridurre gli incidenti”

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Genova. “Mi domando dove viva l’assessore Dagnino se pensa che per risolvere il problema degli incidenti, purtroppo spesso mortali, che coinvolgono i motociclisti a Genova sia da individuare nel depotenziamento delle cilindrate dei motocicli in circolazione. Come pensa l’assessore di convincere le case produttrici di costruire solo moto, scooter e motorini magari sotto i 125 cc? Penso che la risposta fornita dalla Dagnino sia solo un modo per aggirare il problema senza risolverlo. Al contrario di quanto pensa l’assessore alla Mobilità, ritengo che aprire, in certi tratti della città, le corsie gialle alla circolazione di motocicli potrebbe essere una soluzione per abbattere l’incidentalità che coinvolge le due ruote a Genova”. Così Paolo Repetto, consigliere comunale dell’UdC a Genova, che oggi ha presentato un’interrogazione urgente all’assessore alla Mobilità Anna Maria Dagnino su “quali soluzioni l’amministrazione intenda adottare al fine di tutelare l’incolumità dei motociclisti”.

“A Genova ci sono lunghi tratti di corsie gialle che, in tutta sicurezza, potrebbero essere aperte al traffico dei motocicli – dice Repetto – vorrei ricordare che l’asse viario di corso Europa misura 6,5 chilometri e collega il Levante al centro cittadino con enormi disagi sul traffico nelle ore di punta per tutti i cittadini che lo percorrono per andare al lavoro e a scuola. Aprire le corsie gialle al transito di moto e scooter privati, potrebbe alleggerire i flussi trasportistici, abbassare i livelli di inquinamento e inutili disagi ai genovesi, senza mettere a repentaglio la sicurezza stradale. Ricordo che già nel 2011 il giudice di pace di Genova si era espresso favorevolmente nei confronti di una possibile apertura al traffico delle moto sulle corsie bus decretando che “un motociclo non può essere considerato un ostacolo sulle corsie gialle sia per dimensioni sia per capacità di spostarsi velocemente”.

“Appurato quindi che le moto sulle corsie bus non rappresentano nessun pericolo alla circolazione stradale né per sé né per gli altri utenti, ritengo opportuno che l’assessore alla Mobilità prenda in seria considerazione un provvedimento in questa direzione, valutando, senza pregiudizi ideologici, i benefici che una misura di questo tipo darebbe alla generale gestione del traffico urbano, oggi insostenibile soprattutto in determinate ore della giornata e zone densamente abitate”.

“Le 200 mila moto immatricolate a Genova – di cui 100 mila come veicolo principale – dovrebbero essere viste come una risorsa della mobilità genovese e non come una “vacca da mungere” per colmare i buchi di Amt attraverso le multe proprio per il transito sulle corsie gialle con le telecamere installate non per la sicurezza comune, ma semplicemente per rimpinguare le casse comunali”.