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Genova: flash mob degli insegnanti contro la riforma Renzi

Genova. Si sono vestiti di nero, radunati in piazza De Ferrari e alle 20.30 hanno acceso un lumino ciascuno, restando in silenzio per 10 minuti intorno alla fontana. Un flash mob contro il disegno di legge sulla “buona scuola”. Gli insegnanti di Genova, come in tutta Italia, si sono dati appuntamento ieri sera per una protesta ad effetto, nel tentativo di far capire cosa non va nella nuova riforma scolastica che dovrebbe essere approvata a maggio.

«Protestiamo perché questa riforma è la morte della scuola pubblica – dicono Silvia Stalteri e Valeria Millaci, due precarie – intanto contestiamo i metodi di assunzione che privilegeranno persone che non hanno mai lavorato a scuola. Inoltre le supplenze verranno fatte dagli insegnanti di ruolo, quindi avremo la porta chiusa nonostante anni di esperienza». In piazza anche le insegnanti di ruolo e Maurizia Andreoli, in rappresentanza dei Cobas: «Il dirigente scolastico avrà potere assoluto e ogni tre anni potrà spostare docenti a proprio piacimento. Questa riforma mette fine anche agli organici collegiali che diverrebbero solo consultivi. La soppressione delle graduatorie e l’eliminazione dei punteggi di anzianità è un altro errore». Per tutti il puntare sulla meritocrazia in Italia significa che a fare carriera non sarà il più bravo, ma il più accondiscendente nei confronti del dirigente scolastico.

La riforma riguarda anche le scuole dell’infanzia: «Il rischio è che diventino tutte comunali», sottolinea Millaci.

«Abbiamo fatto tante assemblee ed eravamo stati sempre piuttosto divisi, questa riforma sbagliata ci sta unendo – dichiara Andreoli – i Cobas chiedono il ritiro della riforma. E pensare che c’era una legge di iniziativa popolare pronta, ma non è stata presa in considerazione».

Il 5 maggio è previsto uno sciopero. Le ultime voci parlano di una lettera pubblica da parte di Matteo Renzi per cercare una mediazione.