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Genova, commercio e riqualificazione: firmati i Patti d’area per Pre’ e via XX Settembre

Genova. Due Patti d’area per il rilancio del commercio e la riqualificazione di Genova Pre’ e via XX Settembre sono stati firmati a Palazzo Tursi dagli assessori allo Sviluppo Economico di Comune e Regione, Emanuele Piazza e Renzo Guccinelli, insieme ai rappresentanti delle Camera di Commercio e delle associazioni categoria.

Nella zona di Pre’ l’iniziativa punta a rilanciare il processo di riqualificazione socio economica dell’area facendo leva sulla presenza di nuove imprese, di locali di proprietà civica, sulla
disponibilità di 750mila euro destinati ai nuovi insediamenti commerciali e sulla disponibilità del segretariato regionale per il Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo e del Comune a offrire a canone calmierato un significativo numero di locali.

Nella zona tra via XX Settembre e via Ettore Vernazza si intende promuovere l’insediamento di attività commerciali nei locali attualmente non occupati, per sostenere il ruolo e l’immagine tradizionalmente commerciale delle strade coinvolte e favorire il miglioramento dell’offerta già esistente.

“Abbiamo introdotto nella programmazione commerciale della Regione il nuovo strumento del Patto d’Area sollecitati dal mondo delle associazioni e dalle Camere di Commercio, – ha spiegato Guccinelli – nel giro di poco tempo sottoscriviamo a Genova il terzo e quarto ‘patto’ dopo Chiavari e Sestri Levante”.

Per Patrizia De Luise, presidente di Confesercenti Genova, «la firma dei patti d’area è la dimostrazione che l’alleanza tra pubblico e privato può dare buoni frutti per il bene di tutta la città, e d’altra parte in vent’anni di storia i Civ hanno già dimostrato che è possibile fare innovazione di qualità. Non dimentichiamo che le nostre città vivono solo se vive anche il commercio e che, in questo senso, una strada come via Pré è importante nell’immaginario dei visitatori, per cui di un suo recupero beneficerà in generale l’intero centro storico, se pensiamo alle ricadute che avremo in termini turistici”.