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Genova, 16enne adescata su Facebook per girare filmini porno: 12 indagati fotogallery

La ragazzina è stata convinta con i soldi o spiegando che solo così la sua carriera sarebbe potuta andare avanti

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Sono una dozzina le persone di Genova, Savona, Roma e Milano indagate nell’ambito dell’inchiesta denominata ‘Met Art’ per aver adescato una sedicenne genovese tramite Facebook prospettandole una carriera nel mondo della moda e averla convinta a fare foto hard.

Lo scorso marzo la polizia postale di Genova aveva sgominato un gruppo di uomini tra i 60 e 28 anni dediti alla produzione di foto e video pedopornografici. La vittima è una studentessa, cresciuta in una famiglia normale, che aveva l’ambizione di fare la modella ed entrare nel mondo dello spettacolo. La giovane aveva aperto un sito pubblicando le sue foto. Per questo è stata contattata da uno degli pseudofotografi, un 60 enne genovese con un passato da regista che le ha proposto un ‘casting’. Addirittura è stato chiesto il permesso ai genitori, per fare foto glamour, che presto sono però state sostituite da foto osé, fino ad arrivare alla cosiddetta ‘met art’ e poi a veri e propri filmini pornografici.

La ragazzina è stata convinta con i soldi (diverse centinaia di euro) o spiegando che solo così la sua presunta ‘carriera’ sarebbe potuta andare avanti. A far partire l’indagine proprio i genitori della 16enne, che avevano notato uno strano comportamento della figlia e hanno chiesto l’intervento della polizia postale che ha monitorato il profilo Facebook della ragazzina e i suoi contatti.

Oggi la ragazzina, durante l’incidente probatorio davanti al gip Ferdinando Baldini, ha confermato di avere posato nuda perché sperava di diventare fotomodella. Ha anche riferito che agli interlocutori diceva di essere maggiorenne. Per ogni volta che posava la ragazzina avrebbe avuto un compenso fra i 200 e i 250 euro. I fatti risalgono al periodo tra Natale 2014 e i primi mesi di quest’anno. Secondo l’accusa la ragazzina sarebbe stata accompagnata in un albergo di Genova dove le avrebbero fatto qualche centinaio di scatti come provino per un film pornografico. In questo caso non avrebbe ricevuto alcun compenso. A Savona quattro episodi sarebbero avvenuti presso un circolo privato adibito a studio fotografico.