Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Esaote, la cessione di ramo d’azienda potrebbe saltare, ma l’occupazione sarà garantita

I sindacati chiedono però garanzie scritte prima della conferenza dei servizi del 30 aprile

Più informazioni su

Genova. L’accordo tra Esaote ed Elemaster per ciò che riguarda l’esternalizzazione del collaudo delle risonanze magnetiche, che coinvolge 47 lavoratori genovesi su 281, sembra destinato a saltare o almeno, al momento, viaggia su un binario morto. Secondo quanto appreso Elemaster avrebbe chiesto all’azienda bomedicale genovese garazie ulteriori rispetto alla produzione. Ma Esaote ieri ha garantito ai sindacati che l’occupazione in ogni caso non verrà ridotta e, anzi, in futuro potrebbe essere ampliata. E’ questo in sunto il risultato dell’incontro che si è tenuto ieri al Mise di Roma alla presenza delle istituzioni genovesi e fiorentine.

“L’incontro è stato positivo e si è cominciato a ricostruire un clima di dialogo e fiducia tra azienda che ha da due mesi un nuovo management e sindacati” spiega l’assessore comunale allo Sviluppo Economico Emanuele Piazza. “Siamo passati da una fase di ristrutturazione a una di consolidamento e innovazione”. I sindacati chiedono però che si passi dalle parole ai fatti anche perché il 30 aprile la conferenza dei servizi dovrebbe concludere il suo percorso teso a far ritornare industriali le aree di Esaote, ma il Comune è fiducioso che con il nuovo percorso avviato questo non sarà necessario.

“L’azienda ha spiegato – dice Piazza – che entro il secondo semestre dell’anno trasferirà il centro direzionale agli Erzelli e, se l’esternalizzazione non andrà a buon fine, verrà trovata una nuova area per la produzione in house. Comunque entro la fine di aprile l’azienda dovrà dare una risposta”. In 5 maggio intanto presso la sede di Confindustria Esaote presenterà ai sindacati il nuovo piano industriale: “In pratica il vecchio piano viene rottamato” dice soddisfatto Antonio Caminito, Fiom Cgil, “ma nell’incontro di maggio ci piacerebbe affrontare il problema a 360 gradi, a cominciare da Erzelli perché non vorremmo mai che ora l stesso management dice che l’affitto ad Erzelli è troppo caro e poi magari chieda sacrifici ai lavoratori”.

Col cerino in mano al momento sono i 50 lavoratori di Oms Ratto, la cui azienda è attualmente in liquidazione, ma anche su quel fronte forse qualcosa si muove: il liquidatore sarebbe infatti in contatto con un’azienda del comparto della meccanica che potrebbe assorbire il lavoro di 16 persone. E per le restanti si potrebbe provare a ragionare con la stessa Esaote anche per ora si tratta solo di ipotesi fumose.