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Edilizia residenziale pubblica, Rixi: “Basta case ai rom. Prima gli italiani”

Liguria. “È ora di finirla con questo sistema assurdo e ingiusto per cui le famiglie genovesi, in difficoltà economica, sono costrette a rimanere a guardare mentre Burlando e Paita consegnano le chiavi delle case popolari a rom o affini. Basta con questa ingiustizia sociale. Non posso che sentirmi solidale con chi si sente defraudato dei propri diritti di cittadino italiano, costantemente scavalcato in graduatoria da altri che per la sinistra hanno più diritti di un disoccupato, di un esodato, di un disabile o di un padre separato che non riesce ad arrivare a fine mese e magari è costretto a dormire in auto perché non ha i soldi per l’affitto”.

Così dichiara Edoardo Rixi, vicesegretario federale della Lega Nord e capolista del Carroccio a Genova per le prossime regionali, che domani sarà a Molassana dalle ore 9.30 per incontrare i commercianti e gli abitanti di Molassana.

“La Val Bisagno da anni subisce la convivenza coatta con il campo nomadi di via Adamoli oggi sgomberato perché in area esondabile – dice Rixi – ricordo che durante l’ultima alluvione in cui le misure dell’allerta, come ben sappiamo ormai, sono scattate con tragico ritardo, l’amministrazione comunale è stata molto solerte invece nello sgombero dei campi rom a Molassana e in generale su tutto il territorio di Genova. Ricordo, inoltre, che lo scorso autunno sono state decine e decine le famiglie genovesi evacuate, rimaste fuori da casa propria per settimane come in via delle Tofane o a Pra’. In molti casi, intere famiglie sono state lasciate per ore all’addiaccio nell’attesa di conoscere il proprio destino. Nel frattempo famiglie rom venivano portate al sicuro nelle scuole e nelle palestre, ridotte poi dai nuovi “inquilini” degli autentici porcili, inaccessibili agli alunni nei giorni seguenti”, prosegue.

“Ieri il quartiere di Molassana ha dovuto assistere alla ridicola passerella elettorale di Burlando e i suoi assessori che consegnavano i nuovi appartamenti di edilizia popolare in via Sertoli: un autentico schiaffo in faccia a chi da anni aspetta che arrivi il suo turno, senza ormai troppe speranze di ottenerlo, per avere un alloggio popolare. Beffa doppia se poi consideriamo che l’inaugurazione di ieri è arrivata in concomitanza alla notizia della messa sul mercato di ben 1.900 alloggi popolari di ARTE che deve fare cassa dopo che la Regione l’ha fatta indebitare, con una scellerata operazione di “contabilità creativa”, per tappare il proprio buco di bilancio: su questo avevamo presentato una mozione di sfiducia alla giunta Burlando, salvata in extremis dalla maggioranza. A breve però la palla passerà ai cittadini genovesi che con il proprio voto finalmente potranno liberare la nostra città da questa sinistra arrogante che continua a calpestare i diritti dei genovesi che pagano le tasse, dei nostri disabili, dei nostri disoccupati e dei nostri esodati”, conclude.